giobi.com academy

Corso di
intelligenza
artificiale

Modulo 1.2 · Strategia
Come si chiede, e quando non serve più chiedere
Emisfera · mercoledì 14 ottobre 2026
Il dinosauro di giobi.com alla lavagna mentre disegna la strategia dell'IA
DA DOVE PARTIAMO

Il vademecum sull'IA

Oggi partiamo dal documento sull'uso dell'IA che l'azienda vi ha passato.

È breve e va dritto alle cose essenziali. Lo leggiamo insieme, poi vediamo cosa vuol dire nel lavoro di tutti i giorni.

Utilizzo consapevole dell'IA
L'Intelligenza Artificiale (IA) sta diventando uno strumento sempre più presente nel nostro lavoro quotidiano. Può aiutarci a essere più efficienti, creativi e veloci…
Protezione dei dati e della privacy
Vi chiediamo di non inserire mai nelle piattaforme di IA dati personali, informazioni sensibili…
Affidabilità delle informazioni
Uso etico e trasparente
Creatività e responsabilità
Formazione continua

Come funziona stamattina

  • Leggiamo insieme il regolamento interno sull'uso dell'IA. Tutto, parola per parola.
  • Poi lo analizziamo: cosa vuol dire in pratica, e dove i vostri numeri lo incrociano.
  • Poi si lavora: come si chiede all'IA, e cosa cambia quando il sistema vi conosce già.

Interrompete quando volete. Se una riga non è chiara, è quello il momento di dirlo: siamo qui per questo.

CAPITOLO 0

Regole aziendali

Lo leggiamo insieme, per intero.

UTILIZZO CONSAPEVOLE DELL'IA · TESTO INTEGRALE1 di 5

Premessa

L'Intelligenza Artificiale (IA) sta diventando uno strumento sempre più presente nel nostro lavoro quotidiano. Può aiutarci a essere più efficienti, creativi e veloci, ma è fondamentale utilizzarla in modo responsabile, sicuro e coerente con i valori della nostra organizzazione.

Per questo motivo sentiamo l'esigenza di condividere alcune linee guida di comportamento.

Protezione dei dati e della privacy

Vi chiediamo di non inserire mai nelle piattaforme di IA dati personali, informazioni sensibili, documenti aziendali riservati o contenuti coperti da NDA.

Questo include, a titolo esemplificativo:

UTILIZZO CONSAPEVOLE DELL'IA · TESTO INTEGRALE2 di 5

Protezione dei dati e della privacy · l'elenco

  • Nomi, cognomi, indirizzi, numeri di telefono, indirizzi email (anche aziendali); codici fiscali o numeri di documenti d'identità; foto o informazioni che possano identificare una persona; credenziali di accesso, password, codici OTP
  • Documenti interni non pubblici, contratti, offerte commerciali
  • Codice sorgente o parti di progetti software
  • Informazioni tecniche su infrastrutture (topologie di rete, configurazioni, credenziali!)
  • Report interni, budget, piani strategici
  • Dati di clienti, utenti o partner
UTILIZZO CONSAPEVOLE DELL'IA · TESTO INTEGRALE3 di 5

Affidabilità delle informazioni

Le risposte dell'IA possono essere utili, ma non sono sempre accurate.

Vi invitiamo quindi a verificare sempre le informazioni ottenute prima di condividerle o usarle in decisioni operative.

Uso etico e trasparente

Vi raccomandiamo di non utilizzare l'IA per generare testi che possano risultare offensivi, stereotipati, inaccurati, non verificati o non coerenti con il contesto professionale. L'IA deve essere usata per produrre contenuti rispettosi, corretti e adeguati all'ambiente di lavoro.

Quando necessario, vi invitiamo a dichiarare l'eventuale utilizzo dell'IA nella produzione di documenti, materiali o analisi.

UTILIZZO CONSAPEVOLE DELL'IA · TESTO INTEGRALE4 di 5

Creatività e responsabilità

È importante ricordare che l'IA è un supporto, ma non deve essere usata per aggirare procedure, controlli o responsabilità personali, poiché non sostituisce i processi aziendali né il giudizio professionale.

Di seguito alcuni esempi di utilizzi non corretti:

  • pubblicare documenti tecnici o comunicazioni ufficiali generati dall'IA senza la revisione prevista.
  • usare l'IA per inventare dati o completare moduli che richiedono informazioni reali e verificabili.
  • applicare configurazioni o istruzioni tecniche suggerite dall'IA senza i controlli standard.
UTILIZZO CONSAPEVOLE DELL'IA · TESTO INTEGRALE5 di 5

Formazione continua

Stiamo attivando percorsi dedicati per favorire un uso competente e consapevole delle tecnologie basate su IA, a cui vi chiediamo di partecipare in modo interessato e proattivo.

Siamo infatti lieti di comunicarvi che è in partenza un progetto strategico per l'introduzione di nuovi strumenti basati su IA all'interno dell'azienda che sarà accompagnato da un programma formativo strutturato rivolto a tutto il personale e, in maniera più mirata, ai diversi gruppi professionali (software developer, help desk/NOC, system technician, project manager, personale amministrativo, ecc.).

L'obiettivo è garantire a ciascuno gli strumenti e le competenze necessarie per sfruttare l'IA in modo sicuro, efficace e pienamente integrato nei processi aziendali.

L'IA è un'opportunità straordinaria, ma richiede attenzione e responsabilità.

Grazie a tutti per la collaborazione nel mantenere alto il livello di sicurezza, qualità e integrità del nostro lavoro quotidiano.

Per domande o chiarimenti potete rivolgervi al Team sicurezza ([email protected]) o all'ufficio Risorse Umane ([email protected]).

SECONDA PARTE

Cosa dice, in pratica

Le regole tradotte in pratica, soprattutto nelle cose meno ovvie. Cosa è obbligatorio, cosa è consigliato, e la direzione in cui sta andando.

Tre cose diverse, scritte con lo stesso tono

Un elenco di dati
Cosa non deve finire in una chat. Obbligatoria: sotto ci sono il GDPR e gli accordi firmati coi clienti.
Un invito a verificare
Quello che risponde l'IA va controllato prima di usarlo. Vediamo come.
La formazione
Un programma per tutto il personale, e gli strumenti che l'azienda sta introducendo.

Hanno un peso diverso, e vanno lette in modo diverso.

1 · L'ELENCO DEI DATI

Attenzione a cosa ci mettete

Ne abbiamo parlato nella scorsa lezione: ci sono cose che in una chat non devono finire, e quando succede il danno può essere grave.

Quelle che il documento elenca
Password e codici di accesso, dati delle persone, contratti e offerte, codice sorgente, configurazioni, dati dei clienti.
Quelle che sfuggono
Uno screenshot, un log, una mail inoltrata con tutta la catena sotto, un file caricato con dentro autore e revisioni.
Se è già successo
Si cambiano subito le credenziali, e lo si dice a [email protected]. Prima si sa, più si può fare.
2 · L'INVITO A VERIFICARE

Verificare, in pratica

Il documento chiede di «verificare sempre». Ne abbiamo parlato il 7 ottobre: rileggere una risposta e trovarla sensata non è una verifica. Due modi concreti:

FATEVI DARE LE FONTI
Chiedete i link, e apriteli. Un link inventato si scopre solo aprendolo. Una risposta che non sa dire da dove viene va trattata come un'ipotesi.
L'Uomo vitruviano di Leonardo
HUMAN IN THE LOOP
Nel lavoro fatto con l'IA ci sono punti in cui deve entrare una persona: prima di mandare, prima di applicare, prima di decidere. È il concetto di human in the loop, la persona dentro il ciclo. Lo vedremo nella parte di compliance, e tornerà anche in altre parti del corso.
3 · LA FORMAZIONE

Questo è il primo passo

Corsi
Questo è il primo di una serie. Seguono i corsi per il management, per l'implementazione tecnica e per le singole funzioni aziendali, con edizioni dedicate all'amministrazione e a reti e infrastrutture.
Laboratori
Con l'IA si impara usandola su lavoro vero. È lì che passerete la maggior parte del tempo.
Strumenti
Stiamo sviluppando il Village: una rete di brain veri e propri, che conoscono il vostro lavoro e vi aiutano a farlo.

Gli strumenti vi guideranno anche nella compliance. Sbagliare diventerà più difficile.

Foto: Enis Can Ceyhan / Unsplash

I vostri numeri su quel foglio

Sondaggio anonimo del 7 ottobre, questa aula. 27 risposte.

Usata per lavoro
93%
Con account personale,
versione gratuita
88%
Ci ho incollato
codice o log
63%
Ci ho incollato
un testo di un cliente
37%
COSA SI PUÒ FARE IN PIÙ · 2

Dopo la risposta

  • Un nome — una funzione, una libreria, una norma, una sentenza: si cerca nella fonte ufficiale. Se lì non c'è, non esiste.
  • Un numero: si rifà il conto, o si chiede da dove viene e si va a vedere.
  • Un comando o una configurazione: si prova prima dove non fa danni, come per qualsiasi cosa trovata in rete.
  • Un testo che va a un cliente: si rilegge come se l'avesse scritto un collega appena arrivato.
LA DIREZIONE · FUORI DALL'AZIENDA

La regola che vi riguarda già: l'alfabetizzazione

AI ACT · ART. 4in vigore dal 2 febbraio 2025

Il regolamento europeo sull'IA chiede a chi usa sistemi di IA di garantire al personale un livello sufficiente di competenza (AI literacy), tenendo conto del ruolo, dell'esperienza e del contesto in cui li usa.

1
Riguarda chi la usa, non solo chi la costruisce
Vale per ogni azienda in cui qualcuno lavora con l'IA per conto dell'azienda.
2
«Sufficiente» non è uguale per tutti
Si valuta caso per caso: un sistemista, un amministrativo e un project manager hanno bisogno di cose diverse.
3
Non dice come farlo
Nessun attestato obbligatorio, nessun programma fisso. La formazione è il modo più diretto.

Questo corso, e quelli per funzione che seguono, sono la risposta dell'azienda a questo articolo.

LA DIREZIONE · LE ALTRE REGOLE, IN BREVE

Cosa c'è già, cosa arriva

QuandoRegolaCosa vuol dire per voi
Già in vigoreGDPRI dati personali restano dati personali anche in una chat. È la base del vademecum.
Già in vigoreAI Act · pratiche vietateAlcuni usi sono proibiti: per esempio riconoscere le emozioni delle persone sul posto di lavoro.
Dal 10 ottobre 2025Legge italiana 132/2025Il datore di lavoro informa i lavoratori sull'uso dell'IA, nei casi previsti dal decreto Trasparenza.
Dal 2 agosto 2026AI Act · trasparenzaChi parla con un sistema di IA deve saperlo; i contenuti generati vanno resi riconoscibili.
2027-2028AI Act · alto rischioRegole più severe per i sistemi usati, fra l'altro, per selezionare e valutare il personale.

Nel dettaglio il 28 ottobre, modulo 1.4 · Compliance. Le date sull'alto rischio sono quelle del Digital Omnibus, modificate più volte nell'ultimo anno.

PRIMA DI COME SI CHIEDE

I modelli

Quali esistono, perché sono tanti,
e come si sceglie.

I MODELLI

Perché ne esistono tanti

Non esiste il modello migliore in assoluto. Ogni modello è un compromesso fra quattro cose, che tirano in direzioni diverse.

Qualità
Quanto ragiona bene su un compito difficile. I modelli più grandi sono più bravi.
Velocità
Quanto ci mette a rispondere. I modelli piccoli sono più rapidi.
Costo
Si paga a parole elaborate. Un modello grande può costare decine di volte uno piccolo.
Privacy
Dove finiscono i dati che gli scrivete, e chi ne risponde.

Le piattaforme di IA non sono tutte uguali

Stati Unitii servizi più usati
ChatGPTChatGPTOpenAI
ClaudeClaudeAnthropic
GeminiGeminiGoogle
CopilotCopilotMicrosoft
Europadati trattati in Europa
MistralMistralMistral AI
RegoloRegoloSeeweb
EmmaEmmaEgomnia · giugno 2026, sospesa dopo un giorno
Cinaservizi cinesi
DeepSeekDeepSeekDeepSeek
Mondomodelli aperti, si installano su server propri
GLMGLMZhipu AI
QwenQwenAlibaba
LlamaLlamaMeta

Fra un gruppo e l'altro cambia dove gira il modello, chi risponde dei dati e se quello che scrivete serve ad addestrarlo. Quali usare in Emisfera è una delle scelte del progetto aziendale.

I MODELLI · LA MAPPA

Bravo, veloce, quanto costa, dove sta

Servizi americaniServizi europeiServizi cinesiSu server propricerchio più grande = costa di più
più veloce → più bravo → GPT-5.6 Claude Opus 5.5 Gemini 4 Argon Flash, Haiku, mini Mistral Large 4 Regolo Mistral Small 4 Emma-5 DeepSeek V4 GLM-5.2 Qwen 3.8 Llama 4

Modelli aggiornati a ottobre 2026. Posizioni indicative, stimate a occhio: servono a vedere i compromessi, non a decretare un vincitore. Le classifiche cambiano ogni mese, e la velocità di un modello in casa dipende dall'hardware.

Se volete, ve li faccio vedere uno per uno.

I MODELLI · IN PRATICA

Come si sceglie

Dati delicati
Un modello su server propri, o un servizio sotto contratto aziendale. Mai l'account personale.
Un ragionamento difficile
Un'analisi, un problema tecnico, un testo delicato: un modello grande.
Lavoro ripetitivo e semplice
Riassunti, traduzioni, classificazioni: un modello piccolo, che è più rapido e costa meno.

Quello che vediamo da qui in avanti su come si chiede vale per tutti. Cambia quanto bene ogni modello vi segue.

CAPITOLO 1

Come si chiede

Quattro idee, e un esercizio che facciamo insieme.

IL COMPITO DELLA SCORSA VOLTA

Arrivati: zero

E fa niente. Serviva ad avere qualche caso vero su cui farci due risate insieme.

Il caso di oggi lo porto io. I vostri li scriviamo qui, in aula.

LA SITUAZIONE

Dovete scrivere una mail al cliente

C'è stato un problema su un progetto, e il cliente va avvisato. I fatti sono questi:

1
Il rilascio era previsto per il 12
2
Slitta al 26
3
Il motivo: duemila record duplicati
Sono saltati fuori durante la migrazione dei dati, e vanno sistemati prima di andare in produzione.
4
La parte già consegnata funziona
Il cliente può continuare a usarla.

Cosa scrivete all'IA per farvi aiutare? Scrivetelo dal telefono, la frase esatta, in anonimo.

QR per scrivere la vostra richiesta
talk.giobi.com/s/20
0 RICHIESTE ARRIVATE
LE VOSTRE RICHIESTE

Cosa avete scritto

Nessuna richiesta ancora arrivata.

LA RICHIESTA CHE SCRIVONO QUASI TUTTI
Scrivimi una mail per dire al cliente che siamo in ritardo.

È una richiesta ragionevole. È quella che scriveremmo tutti, di corsa, tra una riunione e l'altra.

Vediamo cosa torna indietro.

UNA RISPOSTA TIPICA
Aggiornamento tempistiche progetto
UP
Ufficio Progettia Cliente
10:42

Gentile Cliente,

La contattiamo per informarLa di un aggiornamento relativo alle tempistiche del progetto in corso.

A causa di alcune complessità tecniche emerse nel corso delle attività, la consegna subirà uno slittamento rispetto a quanto originariamente pianificato.

Contiamo comunque di recuperare parte del ritardo nelle prossime settimane e di rientrare nei tempi previsti.

Restiamo naturalmente a disposizione per qualsiasi chiarimento e cogliamo l'occasione per porgere i nostri più cordiali saluti.

Cinque righe, e nessuna dice al cliente quando, perché, o cosa deve fare. E la riga evidenziata promette una cosa che nessuno ha deciso.

CONCETTO 1.1

La risposta vale quanto la richiesta

Il modello non sa niente della vostra situazione. Sa solo quello che gli scrivete.

Tutto quello che manca lo riempie con il caso medio: la mail che va bene per qualunque cliente e qualunque ritardo, e quindi non va bene per il vostro.

Quando la risposta è generica, la prima cosa da guardare è la domanda.

CONCETTO 1.1 · NEL NOSTRO CASO

Cosa non sapeva

Chi scrive
Un project manager? Il commerciale? L'amministrazione?
A chi
Un referente che vi conosce da anni, o un ufficio acquisti appena arrivato?
Le date
Dal 12 al 26. Senza le date, la mail non dice la cosa più importante.
Il motivo
Duemila record duplicati. Senza il motivo, «complessità tecniche».
Cosa resta
La parte consegnata funziona. È la notizia buona, e non c'è.
Cosa non dire
Nessun recupero è stato deciso. Il modello non poteva saperlo.
CONCETTO 1.2 · UNA CHECKLIST SUGGERITA

Una richiesta è fatta di pezzi

Quello di prima era il nostro caso. Questa vale per ogni richiesta: sei pezzi, non servono sempre tutti, ma ognuno cambia il risultato.

1
Chi siete e per chi è
Il vostro ruolo, e chi leggerà
2
I fatti
Cosa è successo, con numeri e date
3
La forma
Quanto lunga, come strutturata
4
Il registro
Formale, diretto, cordiale
5
Cosa NON fare
I limiti: non inventare, non promettere
6
Un esempio
Un pezzo scritto come lo volete voi

Non è uno standard: è una checklist suggerita, preparata per questo corso. Le guide dei principali fornitori consigliano cose simili.

CONCETTO 1.2 · PEZZO PER PEZZO

Chi siete, e i fatti

1 · CHI SIETE E PER CHI È
«Sono il project manager e scrivo al referente tecnico del cliente, che ci conosce da anni.»
Cambia il tono: sparisce il «Gentile Cliente, La contattiamo».
2 · I FATTI
«Il rilascio del 12 slitta al 26 per duemila record duplicati. La parte già consegnata funziona.»
Spariscono le «complessità tecniche»: il cliente sa cosa, quando e perché.
CONCETTO 1.2 · PEZZO PER PEZZO

La forma, il registro, l'esempio

3 · LA FORMA
«Massimo dieci righe, con la nuova data in evidenza.»
4 · IL REGISTRO
«Diretto e senza giri di parole, ma non freddo.»
6 · UN ESEMPIO
«Comincia così: Ti aggiorno sul rilascio, la data si sposta.»

L'esempio è il pezzo più potente dei sei: una riga scritta da voi vale più di qualunque aggettivo per descrivere il tono.

AI slop!
CONCETTO 1.2 · IL TRUCCO

Fatevi fare le domande

Non serve ricordare i sei pezzi a memoria. Prima di farvi scrivere qualcosa, chiedete al modello di cosa ha bisogno.

Devo scrivere una mail al cliente per un ritardo. Prima di scriverla, fammi dieci domande su quello che ti serve sapere.
Chi è il destinatario, e che rapporto avete?
Qual era la data prevista, e qual è quella nuova?
Qual è il motivo del ritardo?
Il cliente può già usare qualcosa?
Sono stati presi impegni sul recupero?
Che tono preferite?

Sono i sei pezzi, e ve li chiede lui. Rispondete, e la richiesta si costruisce da sola. Si chiama prompt refining: si migliora la richiesta parlandone con il modello, prima di chiedergli il risultato.

TOCCA A VOI · L'OFFICINA

Accendete i pezzi uno alla volta

Sul telefono trovate la stessa situazione. Accendete un pezzo, guardate cosa cambia nella risposta, poi il successivo.

Provate anche a spegnere «Cosa NON fare» con tutto il resto acceso. Guardate cosa compare.

Le risposte dell'officina sono preparate in anticipo, così funziona anche senza rete. Con uno strumento vero cambiano ogni volta, ma il meccanismo è lo stesso.

QR verso l'officina della richiesta
talk.giobi.com/artifact/officina
CONCETTO 1.3

Quello che non gli date, se lo inventa

Contiamo comunque di recuperare parte del ritardo nelle prossime settimane e di rientrare nei tempi previsti.

Nessuno l'ha detto. Il modello l'ha scritta perché nelle mail di ritardo, di solito, c'è. Suona professionale ed è un impegno.

Se la mandate così, quell'impegno l'avete preso voi, davanti al cliente.

CONCETTO 1.3

I limiti sono la parte che evita i danni

Il pezzo 5 è quello che si dimentica più spesso, ed è l'unico che vi protegge. Tre righe che vale la pena mettere quasi sempre:

AI slop!
1
«Se non lo sai, scrivi che non lo sai.»
Invece di riempire il vuoto con una frase plausibile.
2
«Non aggiungere date, cifre o impegni che non ti ho dato.»
È la riga che avrebbe tolto il recupero inventato.
3
«Segnami le parti in cui hai dovuto supporre.»
Così sapete dove guardare quando rileggete.

Funzionano su tutti i modelli, ma i grandi li seguono meglio dei piccoli. Riducono il problema, non lo eliminano: un modello non sa sempre con certezza cosa ha inventato.

CONCETTO 1.4

Una buona richiesta è lunga, e va bene così

Sono il project manager e scrivo al referente tecnico del cliente, che ci conosce da anni. Il rilascio previsto per il 12 slitta al 26 perché la migrazione dei dati ha trovato duemila record duplicati. La parte già consegnata funziona e resta utilizzabile. Massimo dieci righe, con la nuova data in evidenza. Tono diretto e senza giri di parole, ma non freddo. Non inventare motivazioni che non ti ho dato e non promettere recuperi che non ho confermato. Comincia così: «Ti aggiorno sul rilascio: la data si sposta, ti spiego perché e cosa cambia per voi.»

Sei frasi, per una mail che a mano si scrive in due minuti. Ci torniamo fra un attimo.

CONCETTO 1.4 · LA RISPOSTA
Rilascio: la data si sposta al 26
PM
Project managera referente tecnico del cliente
10:42

Ti aggiorno sul rilascio: la data si sposta, ti spiego perché e cosa cambia per voi.

Il rilascio previsto per il 12 slitta al 26: durante la migrazione abbiamo trovato duemila record duplicati e vanno risolti prima di andare in produzione. Quello che vi abbiamo già consegnato funziona e potete continuare a usarlo.

Se per voi è un problema, sentiamoci domani e vediamo come organizzarci.

Dice la data, dice il motivo, dice cosa resta utilizzabile, e non promette niente che non sia stato deciso. Si può mandare quasi com'è.

CONCETTO 1.4 · L'OBIEZIONE

«Chi me lo fa fare, per una mail da due minuti?»

1
Per una mail da due minuti, infatti, non serve.
Se la scrivete bene a mano, scrivetela a mano. La richiesta lunga serve quando il compito è difficile, delicato, o si ripete.
2
Metà della richiesta sono i fatti, e li dovevate scrivere comunque.
Quello che aggiungete davvero sono la forma, il registro e i limiti.
3
La richiesta è dove mettete il vostro giudizio.
Una mail scritta a mano la controllate mentre la scrivete, una generata no. Scrivere i fatti e i limiti è il controllo, fatto prima invece che dopo.
4
Capire la richiesta è capire come funziona il modello.
Chi sa cosa gli serve sa anche cosa gli manca, e quando non fidarsi.
5
Si scrive una volta, e si riusa.
La seconda mail di ritardo è la stessa richiesta con le date cambiate. Una richiesta impacchettata per essere riusata ha un nome: skill. E una skill può essere lunga pagine.
CONCETTO 1.4

E «sei un esperto di…»?

È l'inizio di richiesta più famoso. Serve, ma meno di quanto si pensi.

COSA FA
Sposta il vocabolario e il tono verso quello di un mestiere. «Sei un sistemista» porta risposte più tecniche e più asciutte.
COSA NON FA
Non aggiunge conoscenze. Il modello non sa di più perché gli avete detto che è un esperto: sa le stesse cose, dette con più sicurezza.

I fatti e i limiti contano più del ruolo. Se avete tempo per un solo pezzo, mettete i fatti.

CONCETTO 1.4 · I TRUCCHI FAMOSI

Altri trucchi, e cosa fanno davvero

UTILE UNA VOLTA
«Ragiona passo per passo»
Sui modelli di qualche anno fa migliorava molto i risultati. I modelli che ragionano lo fanno già da soli.
FUNZIONA
«Dammi tre versioni diverse»
Invece di correggere una risposta, ne scegliete una. Spesso la migliore è un misto.
FUNZIONA
«Trova i punti deboli di questa bozza»
Usate il modello come revisore del vostro lavoro. Le critiche vanno lette con giudizio, come quelle di chiunque.
LEGGENDA
«Ti do la mancia» · «È importantissimo»
Gli effetti misurati sono piccoli e poco affidabili. Meglio un fatto in più che un aggettivo in più.
TOCCA A VOI · UN ALTRO CASO

Il passaggio di consegne

Domani andate in ferie, e una pratica aperta passa al collega che vi sostituisce. I fatti sono questi:

1
Il fornitore B ha mandato una fattura sbagliata
1.200 euro invece dei 1.020 concordati.
2
Gli avete scritto martedì
Nessuna risposta.
3
La fattura scade venerdì
Non va pagata finché non arriva la nota di credito.
4
Il referente risponde solo al telefono, la mattina

Scrivete la richiesta all'IA per farvi preparare il passaggio di consegne. Usate i pezzi.

QR
talk.giobi.com/s/21
0 RISPOSTE
LE VOSTRE RISPOSTE

Le vostre richieste

Ne prendiamo una e la miglioriamo insieme, pezzo per pezzo.

Nessuna risposta ancora arrivata.

CAPITOLO 1 · IN QUATTRO RIGHE

Come si chiede

CAPITOLO 2

Quando il prompt non serve più

Quattro idee, e una dimostrazione dal vivo.

CONCETTO 2.1

Ogni volta, da capo

Ogni conversazione nuova parte vuota. Il modello non sa chi siete, chi è il cliente, come scrivete, cosa avete deciso la volta scorsa.

La richiesta lunga di prima andrebbe riscritta da zero a ogni mail. Ed è qui che il costo comincia a pesare davvero.

TOCCA A VOI · CONCETTO 2.1

Cosa spiegate ogni volta?

Pensate all'ultima volta che avete usato l'IA per lavoro. Cosa le avete dovuto spiegare che le spiegate sempre, uguale?

Chi siete, come scrivete, chi sono i clienti, cosa non deve fare. Una riga dal telefono.

QR
talk.giobi.com/s/22
0 RISPOSTE
LE VOSTRE RISPOSTE

Quello che riscrivete sempre

Tutto questo si può scrivere una volta sola. Vediamo dove.

Nessuna risposta ancora arrivata.

PROMEMORIA · DAL 7 OTTOBRE

L'IA completa testi

Sceglie la parola più plausibile dopo quello che ha davanti. Poi la successiva, e così via.

Rosso di sera, bel tempo si
[…] il rilascio slitta al 26 per duemila record duplicati […] Detto questo, scrivi la mail secondo le specifiche.

A ogni parola il modello sceglie la successiva in base a tutto quello che ha davanti. La mail è il completamento più plausibile di quello che c'è sopra.

CONCETTO 2.2 · COS'È IL CONTESTO

Quello che il modello ha davanti

Il contesto è tutto quello che viene messo davanti al modello perché ragioni. La vostra domanda ne è l'ultima riga.

Voi avete scritto «scrivi una mail come da istruzioni»: 8 token. Il modello, per rispondervi, ne ha letti più di ventimila.

I pesi sono di esempio, ma l'ordine di grandezza è questo. Gran parte di questi strati non la vedete.

Le istruzioni del fornitore≈ 3.000 tokenChi è il modello, cosa può fare, cosa non deve fare, che giorno è. Le scrive chi fa l'applicazione: ChatGPT, Claude, Gemini.
Le istruzioni dello strumento≈ 800 tokenSe il modello è dentro un altro programma, anche quello aggiunge le sue.
Memoria, istruzioni vostre, documenti≈ 5.000 tokenQuello che il sistema sa di voi, e i file del progetto.
La conversazione finora≈ 12.000 tokenTutta, o un riassunto quando diventa troppo lunga.
«scrivi una mail come da istruzioni»la vostra riga · 8 token
CONCETTO 2.2 · LO STRATO CHE NON VEDETE

I prompt di sistema si possono leggere

Sono lunghi pagine: chi è il modello, che giorno è, cosa non deve fare, come usare gli strumenti che ha.

QR verso la raccolta di prompt di sistema
sfogliateli dal telefono
CONCETTO 2.2 · DOVE STA IL CONTESTO

WESP: quattro memorie

Working
la chat: quello che dite adesso
Episodic
il diario: cosa è successo, e quando
Semantic
le conoscenze: chi sono i clienti, le persone, i progetti
Procedural
le skill: come si fanno le cose
poi agisce, con una skill
le fonti esterne
Una chat da sola ha solo la prima. Un sistema che vi conosce le ha tutte e quattro: sono le stesse che la psicologia descrive per le persone.
Servono a una cosa sola: mettere nel contesto il pezzo giusto al momento giusto.
CONCETTO 2.2 · LA PAROLA
con·tè·sto s. m.
[dal lat. contextus, der. di contexĕre «intrecciare, tessere insieme»]
1. L'insieme delle parti di un testo o di un discorso che stanno intorno a una parola o a una frase, e ne determinano il significato.
2. estens. L'insieme delle circostanze in cui un fatto avviene, e da cui prende senso.
NELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Tutto il testo che viene inviato al modello per produrre una risposta. La vostra domanda compresa.

Alla lettera, quello che viene intrecciato insieme: istruzioni, memoria, conversazione, e la vostra riga.

CONCETTO 2.2 · QUANTO CONTESTO CI STA DENTRO

Finestre di contesto, ottobre 2026

Emma-5Egomnia
2K
Qwen 3.8pesi aperti, nativo
262K
Il Signore degli Anelli
560K
GLM-5.2Zhipu
1 milione
DeepSeek V4 Flash
1 milione
Mistral Large 4
1 milione
Claude Opus 5.5
1 milione
Gemini 4 Argon
1,05 milioni
GPT-5.6
1,05 milioni
Llama 4 Scoutpesi aperti
10 milioni dichiarati

Quanto testo il modello può tenere davanti in una volta sola, in token. Un anno fa quasi tutti stavano sotto i 300K; oggi quasi tutti dichiarano un milione. Il Signore degli Anelli ci sta due volte.

Finestre dichiarate dai fornitori. Dichiarata non vuol dire utilizzabile bene fino in fondo: oltre i 200-300K la qualità cala, e i fornitori fanno pagare di più. Ogni fornitore conta i token a modo suo, quindi il confronto è indicativo. Il romanzo è una stima: ~480.000 parole, ~1,17 token a parola.

CONCETTO 2.2

Più contesto non vuol dire meglio

Un cliente mi ha chiesto di caricare tutti i manuali di marketing che aveva. L'idea era che, con tutto quel materiale davanti, il sistema diventasse un esperto di marketing.

Il modello affogava. Ed era uno dei migliori in circolazione.

CONCETTO 2.2 · PERCHÉ AFFOGA

Troppo testo, poca attenzione

1
Le cose importanti si perdono in mezzo alle altre
Con un testo molto lungo davanti, il modello ritrova peggio quello che sta a metà. È misurato, e ha un nome: lost in the middle.
2
Più testo costa di più, e risponde più lento
Si paga e si aspetta per ogni parola che il modello deve leggere, a ogni domanda.
3
I documenti si contraddicono
Dieci manuali dicono dieci cose diverse. Il modello ne sceglie una, e non vi dice quale.
CONCETTO 2.2 · COSA FUNZIONA

Poco, e quello giusto

La domanda da farsi è la stessa che fareste per un collega appena arrivato:

Per fare questo lavoro, cosa dovrebbe leggere? E cosa invece lo confonderebbe?

I sistemi migliori fanno così da soli: invece di leggere tutto, vanno a prendere solo il pezzo che serve alla domanda.

Foto: Vincenzo De Simone / Unsplash
CONCETTO 2.3 · IL MEMORY SYSTEM

Le quattro memorie si possono dare in molti modi

Non esiste un modo solo. Ogni strumento sceglie dove tenere le memorie e come rimetterle nel contesto al momento giusto. Il memory system è questa scelta.

W
Working · la chat
la conversazione in corsoun riassunto, quando è lunga
E
Episodic · cosa è successo
memoria automatica delle chatun diario scritto giorno per giornole mail e i thread passati
S
Semantic · cosa sono le cose
istruzioni personalizzateprogetti con documentiun wiki: clienti, persone, progettiuna base documentale interrogabile
P
Procedural · come si fa
skill e GPT personalizzatiistruzioni dentro gli strumentiaccesso a posta, calendario, gestionale

Più il sistema ha memorie proprie, meno dovete riscrivere voi. La richiesta torna di una riga.

CONCETTO 2.3 · LA SKILL

Istruzioni impacchettate

Una skill è un pacchetto di istruzioni, esempi e documenti per fare una cosa precisa. Si scrive una volta, e il sistema la usa quando serve.

SKILL mail di ritardo al cliente
Quando si usaUn rilascio o una consegna slitta, e il cliente va avvisato.
Cosa chiede a voiLa data vecchia e quella nuova, il motivo, cosa resta utilizzabile.
Le regoleDieci righe al massimo. Mai promettere recuperi non confermati.
Un esempio«Ti aggiorno sul rilascio: la data si sposta, ti spiego perché.»

Sono i pezzi del capitolo 1, scritti una volta. Da lì in poi la richiesta è una riga, e la skill la può usare tutto l'ufficio.

CONCETTO 2.3 · LA SKILL

Ce l'hanno quasi tutti

Ognuno la chiama a modo suo, il meccanismo è lo stesso.

Claude
ClaudeSkills e Progetti
ChatGPT
ChatGPTGPT personalizzati e Progetti
Gemini
GeminiSkills, al posto delle Gem
Copilot
CopilotAgenti

Ve lo faccio vedere.

CONCETTO 2.4

Un sistema che vi conosce fa da solo

Quando il contesto c'è già, basta una riga: il rilascio del cliente A slitta al 26

1
Sa chi è il cliente A
Chi è il referente, che rapporto avete, cosa gli avete già detto.
2
Sa come scrivete
Dalle mail che avete mandato, non da un aggettivo.
3
Sa cosa non deve fare
Le regole sono scritte una volta, e valgono sempre.
DAL VIVO · CONCETTO 2.4

Il Village

Lo strumento che stiamo sviluppando in azienda. Gli scrivo una riga sola, la stessa situazione di prima.

Guardate cosa sa già, e da dove lo prende.

CONCETTO 2.4 · LA PAROLA

Il Village è un harness

har·ness s. ingl.
[dall'antico francese harneis «equipaggiamento, armatura»]
1. Bardatura: l'insieme dei finimenti con cui un cavallo si attacca al carro e si guida.
2. estens. Imbracatura, cablaggio: ciò che tiene insieme le parti e le collega.
NELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Il software costruito intorno a un modello per farlo lavorare in un posto preciso: decide cosa mettergli davanti, cosa può fare, cosa deve ricordare.

La forza la mette il modello. Anche ChatGPT e Claude, come applicazioni, sono harness costruiti intorno ai loro modelli; il Village è costruito intorno al vostro lavoro.

CONCETTO 2.4 · COSA FA

Cosa fa un harness

Gestisce il contestoA ogni richiesta decide cosa mettere davanti al modello: poco e giusto, al posto vostro.
Workingla chat
Episodicil diario: cosa è successo
Semanticle conoscenze: clienti, persone, progetti
Procedural · le skillSa come si fanno le cose, anche fuori dalla chat:
leggere e scrivere la postail calendarioil gestionalei documentiil webi canali del team
CAPITOLO 2 · IN QUATTRO RIGHE

Da una richiesta lunga a una riga

CAPITOLO 3

Il mestiere che cambia

Tre idee, e una domanda per voi.

CONCETTO 3.1

Il tempo risparmiato si sposta sul controllo

L'IA scrive in un minuto quello che a voi ne prendeva dieci. Il lavoro però resta: si sposta dallo scrivere al decidere se quello che è stato scritto va bene.

Rileggere bene richiede di sapere com'è fatta una buona risposta. Chi non sa scrivere quella mail non si accorge se è sbagliata.

CONCETTO 3.1 · NEL LAVORO DI TUTTI I GIORNI

Cosa cambia

PRIMAScrivere la mail
→
ADESSORileggerla e correggerla
PRIMACercare un'informazione
→
ADESSOVerificare quella che ha trovato
PRIMAFare da soli
→
ADESSODire bene cosa si vuole

Fatto bene, migliora anche i processi. Una procedura scritta come skill è messa nero su bianco e usata tutti i giorni: se è scritta male lo si vede subito, e si corregge una volta per tutti.

CONCETTO 3.2

Si verifica in proporzione al danno

Non tutto va controllato allo stesso modo. La domanda è: se è sbagliato, cosa succede?

DANNO BASSO
Una mail interna, un riassunto per voiUna rilettura veloce.
DANNO MEDIO
Un'offerta, una mail al clienteNumeri, date, nomi e impegni, uno per uno.
DANNO ALTO
Una configurazione, un contratto, dati personaliIl controllo completo, e un secondo paio d'occhi.
CONCETTO 3.2 · HUMAN IN THE LOOP

Sapere dove fermarsi

Se per verificare un dato ci mettete più che a cercarlo da soli, il conto non torna più: cercatelo voi.

L'IA conviene dove controllare è più rapido che fare. Dove non lo è, il tempo risparmiato era un'illusione.

L'Uomo vitruviano di Leonardo
HUMAN IN THE LOOP
La persona dentro il ciclo. Il punto in cui entrate voi si decide all'inizio del lavoro: prima di mandare, prima di applicare, prima di decidere.

Leonardo da Vinci, Uomo vitruviano · foto Luc Viatour, CC BY-SA, via Wikimedia Commons

TOCCA A VOI · HUMAN IN THE LOOP
L'Uomo vitruviano di Leonardo

Qual è il vostro human in the loop?

Quali sono le tre cose in cui, secondo voi, siete necessari come esseri umani nel processo?

Tre cose del vostro lavoro, dal telefono. In anonimo.

QR
talk.giobi.com/s/23
0 RISPOSTE
LE VOSTRE RISPOSTE

I vostri human in the loop

Ognuna di queste è uno human in the loop, già deciso.

Nessuna risposta ancora arrivata.

CONCETTO 3.3

Diventa più prezioso saper dire cosa si vuole

Una richiesta fatta bene è un buon brief. I pezzi del capitolo 1 servono identici quando delegate a una persona: chi siete, i fatti, la forma, i limiti, un esempio.

Chi impara a chiedere bene all'IA impara a chiedere bene anche ai colleghi.

CONCETTO 3.3 · QUELLO CHE RESTA VOSTRO

Il regolamento lo diceva già

«[L'IA] non sostituisce i processi aziendali né il giudizio professionale.»

Il giudizio
Decidere se una risposta va bene, e cosa farne.
La conoscenza del cliente
Quello che sapete delle persone e che nessun documento contiene.
La responsabilità
La mail parte col vostro nome, qualunque cosa l'abbia scritta.
CAPITOLO 3 · IN TRE RIGHE

Il mestiere che cambia

OGGI, IN TUTTO

Quattro capitoli

0 · Regole aziendaliIl vademecum, e cosa vuol dire in pratica.
1 · Come si chiedeI modelli, e i pezzi di una buona richiesta.
2 · Quando il prompt non serve piùContesto, memorie, skill, l'harness.
3 · Il mestiere che cambiaControllare, fermarsi, saper chiedere.
PRIMA DELLA PROSSIMA VOLTA

Una cosa da provare

La prossima volta che dovete scrivere una mail vera, prima di chiederla all'IA chiedetele: fammi dieci domande su quello che ti serve sapere

Niente da consegnare. Ne parliamo la prossima volta, se vi va.

MERCOLEDÌ 21 OTTOBRE · MODULO 1.3
Etica: ambiente, mercati, e chi decide cosa leggiamo

«Stare attenta ad anonimizzare, quando sarebbe molto più comodo e utile non farlo.»

Una delle risposte anonime del 7 ottobre, alla domanda «cosa vi preoccupa di più».
Non contesta la regola: ne dichiara il costo. È la frase più onesta che abbiamo raccolto.

UNA CONFESSIONE

Quella didascalia l'ha scritta l'IA

Queste slide le ho preparate lavorando con un assistente. La riga sotto la citazione è sua, e l'avevo lasciata passare.

Non contesta la regola: ne dichiara il costo. È la frase più onesta che abbiamo raccolto.

«NON X: Y»
Una struttura a effetto. Togliete la frase: il contenuto resta identico. Serve solo a suonare profonda.
«LA PIÙ ONESTA»
Un giudizio inventato. Nessuno ha misurato l'onestà delle risposte. Suona bene, ed è falso per costruzione.

Si chiama slop: testo che sembra pensato e non dice niente. Si riconosce e si toglie in revisione. Il regolamento la chiama «la revisione prevista», ed è esattamente questo.

TERZA PARTE

Adesso tocca a voi

Situazioni vere. Per ognuna una domanda sola: secondo quel regolamento, si può?

Telefono alla mano. Anonimo, come la volta scorsa.

Materiali

Inquadra il codice, o vai a:

https://talk.giobi.com/events/2026-emisfera-ia/01/02/

QR code verso i materiali del modulo

Lì trovi queste slide e la dispensa del modulo.

giobi.com academy