Oggi partiamo dal documento sull'uso dell'IA che l'azienda vi ha passato.
È breve e va dritto alle cose essenziali. Lo leggiamo insieme, poi vediamo cosa vuol dire nel lavoro di tutti i giorni.
Utilizzo consapevole dell'IA
L'Intelligenza Artificiale (IA) sta diventando uno strumento sempre più presente nel nostro lavoro quotidiano. Può aiutarci a essere più efficienti, creativi e veloci…
Protezione dei dati e della privacy
Vi chiediamo di non inserire mai nelle piattaforme di IA dati personali, informazioni sensibili…
Affidabilità delle informazioni
Uso etico e trasparente
Creatività e responsabilità
Formazione continua
Come funziona stamattina
Leggiamo insieme il regolamento interno sull'uso dell'IA. Tutto, parola per parola.
Poi lo analizziamo: cosa vuol dire in pratica, e dove i vostri numeri lo incrociano.
Poi si lavora: come si chiede all'IA, e cosa cambia quando il sistema vi conosce già.
Interrompete quando volete. Se una riga non è chiara, è quello il momento di dirlo: siamo qui per questo.
CAPITOLO 0
Regole aziendali
Lo leggiamo insieme, per intero.
UTILIZZO CONSAPEVOLE DELL'IA · TESTO INTEGRALE1 di 5
Premessa
L'Intelligenza Artificiale (IA) sta diventando uno strumento sempre più presente nel nostro lavoro quotidiano. Può aiutarci a essere più efficienti, creativi e veloci, ma è fondamentale utilizzarla in modo responsabile, sicuro e coerente con i valori della nostra organizzazione.
Per questo motivo sentiamo l'esigenza di condividere alcune linee guida di comportamento.
Protezione dei dati e della privacy
Vi chiediamo di non inserire mai nelle piattaforme di IA dati personali, informazioni sensibili, documenti aziendali riservati o contenuti coperti da NDA.
Questo include, a titolo esemplificativo:
UTILIZZO CONSAPEVOLE DELL'IA · TESTO INTEGRALE2 di 5
Protezione dei dati e della privacy · l'elenco
Nomi, cognomi, indirizzi, numeri di telefono, indirizzi email (anche aziendali); codici fiscali o numeri di documenti d'identità; foto o informazioni che possano identificare una persona; credenziali di accesso, password, codici OTP
Documenti interni non pubblici, contratti, offerte commerciali
Codice sorgente o parti di progetti software
Informazioni tecniche su infrastrutture (topologie di rete, configurazioni, credenziali!)
Report interni, budget, piani strategici
Dati di clienti, utenti o partner
UTILIZZO CONSAPEVOLE DELL'IA · TESTO INTEGRALE3 di 5
Affidabilità delle informazioni
Le risposte dell'IA possono essere utili, ma non sono sempre accurate.
Vi invitiamo quindi a verificare sempre le informazioni ottenute prima di condividerle o usarle in decisioni operative.
Uso etico e trasparente
Vi raccomandiamo di non utilizzare l'IA per generare testi che possano risultare offensivi, stereotipati, inaccurati, non verificati o non coerenti con il contesto professionale. L'IA deve essere usata per produrre contenuti rispettosi, corretti e adeguati all'ambiente di lavoro.
Quando necessario, vi invitiamo a dichiarare l'eventuale utilizzo dell'IA nella produzione di documenti, materiali o analisi.
UTILIZZO CONSAPEVOLE DELL'IA · TESTO INTEGRALE4 di 5
Creatività e responsabilità
È importante ricordare che l'IA è un supporto, ma non deve essere usata per aggirare procedure, controlli o responsabilità personali, poiché non sostituisce i processi aziendali né il giudizio professionale.
Di seguito alcuni esempi di utilizzi non corretti:
pubblicare documenti tecnici o comunicazioni ufficiali generati dall'IA senza la revisione prevista.
usare l'IA per inventare dati o completare moduli che richiedono informazioni reali e verificabili.
applicare configurazioni o istruzioni tecniche suggerite dall'IA senza i controlli standard.
UTILIZZO CONSAPEVOLE DELL'IA · TESTO INTEGRALE5 di 5
Formazione continua
Stiamo attivando percorsi dedicati per favorire un uso competente e consapevole delle tecnologie basate su IA, a cui vi chiediamo di partecipare in modo interessato e proattivo.
Siamo infatti lieti di comunicarvi che è in partenza un progetto strategico per l'introduzione di nuovi strumenti basati su IA all'interno dell'azienda che sarà accompagnato da un programma formativo strutturato rivolto a tutto il personale e, in maniera più mirata, ai diversi gruppi professionali (software developer, help desk/NOC, system technician, project manager, personale amministrativo, ecc.).
L'obiettivo è garantire a ciascuno gli strumenti e le competenze necessarie per sfruttare l'IA in modo sicuro, efficace e pienamente integrato nei processi aziendali.
L'IA è un'opportunità straordinaria, ma richiede attenzione e responsabilità.
Grazie a tutti per la collaborazione nel mantenere alto il livello di sicurezza, qualità e integrità del nostro lavoro quotidiano.
Le regole tradotte in pratica, soprattutto nelle cose meno ovvie. Cosa è obbligatorio, cosa è consigliato, e la direzione in cui sta andando.
Tre cose diverse, scritte con lo stesso tono
Un elenco di dati
Cosa non deve finire in una chat. Obbligatoria: sotto ci sono il GDPR e gli accordi firmati coi clienti.
Un invito a verificare
Quello che risponde l'IA va controllato prima di usarlo. Vediamo come.
La formazione
Un programma per tutto il personale, e gli strumenti che l'azienda sta introducendo.
Hanno un peso diverso, e vanno lette in modo diverso.
1 · L'ELENCO DEI DATI
Attenzione a cosa ci mettete
Ne abbiamo parlato nella scorsa lezione: ci sono cose che in una chat non devono finire, e quando succede il danno può essere grave.
Quelle che il documento elenca
Password e codici di accesso, dati delle persone, contratti e offerte, codice sorgente, configurazioni, dati dei clienti.
Quelle che sfuggono
Uno screenshot, un log, una mail inoltrata con tutta la catena sotto, un file caricato con dentro autore e revisioni.
Se è già successo
Si cambiano subito le credenziali, e lo si dice a [email protected]. Prima si sa, più si può fare.
2 · L'INVITO A VERIFICARE
Verificare, in pratica
Il documento chiede di «verificare sempre». Ne abbiamo parlato il 7 ottobre: rileggere una risposta e trovarla sensata non è una verifica. Due modi concreti:
FATEVI DARE LE FONTI
Chiedete i link, e apriteli. Un link inventato si scopre solo aprendolo. Una risposta che non sa dire da dove viene va trattata come un'ipotesi.
HUMAN IN THE LOOP
Nel lavoro fatto con l'IA ci sono punti in cui deve entrare una persona: prima di mandare, prima di applicare, prima di decidere. È il concetto di human in the loop, la persona dentro il ciclo. Lo vedremo nella parte di compliance, e tornerà anche in altre parti del corso.
3 · LA FORMAZIONE
Questo è il primo passo
Corsi
Questo è il primo di una serie. Seguono i corsi per il management, per l'implementazione tecnica e per le singole funzioni aziendali, con edizioni dedicate all'amministrazione e a reti e infrastrutture.
Laboratori
Con l'IA si impara usandola su lavoro vero. È lì che passerete la maggior parte del tempo.
Strumenti
Stiamo sviluppando il Village: una rete di brain veri e propri, che conoscono il vostro lavoro e vi aiutano a farlo.
Gli strumenti vi guideranno anche nella compliance. Sbagliare diventerà più difficile.
Foto: Enis Can Ceyhan / Unsplash
I vostri numeri su quel foglio
Sondaggio anonimo del 7 ottobre, questa aula. 27 risposte.
Usata per lavoro
93%
Con account personale, versione gratuita
88%
Ci ho incollato codice o log
63%
Ci ho incollato un testo di un cliente
37%
COSA SI PUÒ FARE IN PIÙ · 2
Dopo la risposta
Un nome — una funzione, una libreria, una norma, una sentenza: si cerca nella fonte ufficiale. Se lì non c'è, non esiste.
Un numero: si rifà il conto, o si chiede da dove viene e si va a vedere.
Un comando o una configurazione: si prova prima dove non fa danni, come per qualsiasi cosa trovata in rete.
Un testo che va a un cliente: si rilegge come se l'avesse scritto un collega appena arrivato.
LA DIREZIONE · FUORI DALL'AZIENDA
La regola che vi riguarda già: l'alfabetizzazione
AI ACT · ART. 4in vigore dal 2 febbraio 2025
Il regolamento europeo sull'IA chiede a chi usa sistemi di IA di garantire al personale un livello sufficiente di competenza (AI literacy), tenendo conto del ruolo, dell'esperienza e del contesto in cui li usa.
1
Riguarda chi la usa, non solo chi la costruisce
Vale per ogni azienda in cui qualcuno lavora con l'IA per conto dell'azienda.
2
«Sufficiente» non è uguale per tutti
Si valuta caso per caso: un sistemista, un amministrativo e un project manager hanno bisogno di cose diverse.
3
Non dice come farlo
Nessun attestato obbligatorio, nessun programma fisso. La formazione è il modo più diretto.
Questo corso, e quelli per funzione che seguono, sono la risposta dell'azienda a questo articolo.
LA DIREZIONE · LE ALTRE REGOLE, IN BREVE
Cosa c'è già, cosa arriva
Quando
Regola
Cosa vuol dire per voi
Già in vigore
GDPR
I dati personali restano dati personali anche in una chat. È la base del vademecum.
Già in vigore
AI Act · pratiche vietate
Alcuni usi sono proibiti: per esempio riconoscere le emozioni delle persone sul posto di lavoro.
Dal 10 ottobre 2025
Legge italiana 132/2025
Il datore di lavoro informa i lavoratori sull'uso dell'IA, nei casi previsti dal decreto Trasparenza.
Dal 2 agosto 2026
AI Act · trasparenza
Chi parla con un sistema di IA deve saperlo; i contenuti generati vanno resi riconoscibili.
2027-2028
AI Act · alto rischio
Regole più severe per i sistemi usati, fra l'altro, per selezionare e valutare il personale.
Nel dettaglio il 28 ottobre, modulo 1.4 · Compliance. Le date sull'alto rischio sono quelle del Digital Omnibus, modificate più volte nell'ultimo anno.
PRIMA DI COME SI CHIEDE
I modelli
Quali esistono, perché sono tanti, e come si sceglie.
I MODELLI
Perché ne esistono tanti
Non esiste il modello migliore in assoluto. Ogni modello è un compromesso fra quattro cose, che tirano in direzioni diverse.
Qualità
Quanto ragiona bene su un compito difficile. I modelli più grandi sono più bravi.
Velocità
Quanto ci mette a rispondere. I modelli piccoli sono più rapidi.
Costo
Si paga a parole elaborate. Un modello grande può costare decine di volte uno piccolo.
Privacy
Dove finiscono i dati che gli scrivete, e chi ne risponde.
Le piattaforme di IA non sono tutte uguali
Stati Unitii servizi più usati
ChatGPTOpenAI
ClaudeAnthropic
GeminiGoogle
CopilotMicrosoft
Europadati trattati in Europa
MistralMistral AI
RegoloSeeweb
EmmaEgomnia · giugno 2026, sospesa dopo un giorno
Cinaservizi cinesi
DeepSeekDeepSeek
Mondomodelli aperti, si installano su server propri
GLMZhipu AI
QwenAlibaba
LlamaMeta
Fra un gruppo e l'altro cambia dove gira il modello, chi risponde dei dati e se quello che scrivete serve ad addestrarlo. Quali usare in Emisfera è una delle scelte del progetto aziendale.
I MODELLI · LA MAPPA
Bravo, veloce, quanto costa, dove sta
Servizi americaniServizi europeiServizi cinesiSu server propricerchio più grande = costa di più
Modelli aggiornati a ottobre 2026. Posizioni indicative, stimate a occhio: servono a vedere i compromessi, non a decretare un vincitore. Le classifiche cambiano ogni mese, e la velocità di un modello in casa dipende dall'hardware.
Se volete, ve li faccio vedere uno per uno.
I MODELLI · IN PRATICA
Come si sceglie
Dati delicati
Un modello su server propri, o un servizio sotto contratto aziendale. Mai l'account personale.
Un ragionamento difficile
Un'analisi, un problema tecnico, un testo delicato: un modello grande.
Lavoro ripetitivo e semplice
Riassunti, traduzioni, classificazioni: un modello piccolo, che è più rapido e costa meno.
Quello che vediamo da qui in avanti su come si chiede vale per tutti. Cambia quanto bene ogni modello vi segue.
CAPITOLO 1
Come si chiede
Quattro idee, e un esercizio che facciamo insieme.
IL COMPITO DELLA SCORSA VOLTA
Arrivati: zero
E fa niente. Serviva ad avere qualche caso vero su cui farci due risate insieme.
Il caso di oggi lo porto io. I vostri li scriviamo qui, in aula.
LA SITUAZIONE
Dovete scrivere una mail al cliente
C'è stato un problema su un progetto, e il cliente va avvisato. I fatti sono questi:
1
Il rilascio era previsto per il 12
2
Slitta al 26
3
Il motivo: duemila record duplicati
Sono saltati fuori durante la migrazione dei dati, e vanno sistemati prima di andare in produzione.
4
La parte già consegnata funziona
Il cliente può continuare a usarla.
Cosa scrivete all'IA per farvi aiutare? Scrivetelo dal telefono, la frase esatta, in anonimo.
talk.giobi.com/s/20
0RICHIESTE ARRIVATE
LE VOSTRE RICHIESTE
Cosa avete scritto
Nessuna richiesta ancora arrivata.
LA RICHIESTA CHE SCRIVONO QUASI TUTTI
Scrivimi una mail per dire al cliente che siamo in ritardo.
È una richiesta ragionevole. È quella che scriveremmo tutti, di corsa, tra una riunione e l'altra.
Vediamo cosa torna indietro.
UNA RISPOSTA TIPICA
Aggiornamento tempistiche progetto
UP
Ufficio Progettia Cliente
10:42
Gentile Cliente,
La contattiamo per informarLa di un aggiornamento relativo alle tempistiche del progetto in corso.
A causa di alcune complessità tecniche emerse nel corso delle attività, la consegna subirà uno slittamento rispetto a quanto originariamente pianificato.
Contiamo comunque di recuperare parte del ritardo nelle prossime settimane e di rientrare nei tempi previsti.
Restiamo naturalmente a disposizione per qualsiasi chiarimento e cogliamo l'occasione per porgere i nostri più cordiali saluti.
Cinque righe, e nessuna dice al cliente quando, perché, o cosa deve fare. E la riga evidenziata promette una cosa che nessuno ha deciso.
CONCETTO 1.1
La risposta vale quanto la richiesta
Il modello non sa niente della vostra situazione. Sa solo quello che gli scrivete.
Tutto quello che manca lo riempie con il caso medio: la mail che va bene per qualunque cliente e qualunque ritardo, e quindi non va bene per il vostro.
Quando la risposta è generica, la prima cosa da guardare è la domanda.
CONCETTO 1.1 · NEL NOSTRO CASO
Cosa non sapeva
Chi scrive
Un project manager? Il commerciale? L'amministrazione?
A chi
Un referente che vi conosce da anni, o un ufficio acquisti appena arrivato?
Le date
Dal 12 al 26. Senza le date, la mail non dice la cosa più importante.
Il motivo
Duemila record duplicati. Senza il motivo, «complessità tecniche».
Cosa resta
La parte consegnata funziona. È la notizia buona, e non c'è.
Cosa non dire
Nessun recupero è stato deciso. Il modello non poteva saperlo.
CONCETTO 1.2 · UNA CHECKLIST SUGGERITA
Una richiesta è fatta di pezzi
Quello di prima era il nostro caso. Questa vale per ogni richiesta: sei pezzi, non servono sempre tutti, ma ognuno cambia il risultato.
1
Chi siete e per chi è
Il vostro ruolo, e chi leggerà
2
I fatti
Cosa è successo, con numeri e date
3
La forma
Quanto lunga, come strutturata
4
Il registro
Formale, diretto, cordiale
5
Cosa NON fare
I limiti: non inventare, non promettere
6
Un esempio
Un pezzo scritto come lo volete voi
Non è uno standard: è una checklist suggerita, preparata per questo corso. Le guide dei principali fornitori consigliano cose simili.
CONCETTO 1.2 · PEZZO PER PEZZO
Chi siete, e i fatti
1 · CHI SIETE E PER CHI È
«Sono il project manager e scrivo al referente tecnico del cliente, che ci conosce da anni.»
Cambia il tono: sparisce il «Gentile Cliente, La contattiamo».
2 · I FATTI
«Il rilascio del 12 slitta al 26 per duemila record duplicati. La parte già consegnata funziona.»
Spariscono le «complessità tecniche»: il cliente sa cosa, quando e perché.
CONCETTO 1.2 · PEZZO PER PEZZO
La forma, il registro, l'esempio
3 · LA FORMA
«Massimo dieci righe, con la nuova data in evidenza.»
4 · IL REGISTRO
«Diretto e senza giri di parole, ma non freddo.»
6 · UN ESEMPIO
«Comincia così: Ti aggiorno sul rilascio, la data si sposta.»
L'esempio è il pezzo più potente dei sei: una riga scritta da voi vale più di qualunque aggettivo per descrivere il tono.
AI slop!
CONCETTO 1.2 · IL TRUCCO
Fatevi fare le domande
Non serve ricordare i sei pezzi a memoria. Prima di farvi scrivere qualcosa, chiedete al modello di cosa ha bisogno.
Devo scrivere una mail al cliente per un ritardo. Prima di scriverla, fammi dieci domande su quello che ti serve sapere.
Chi è il destinatario, e che rapporto avete?
Qual era la data prevista, e qual è quella nuova?
Qual è il motivo del ritardo?
Il cliente può già usare qualcosa?
Sono stati presi impegni sul recupero?
Che tono preferite?
Sono i sei pezzi, e ve li chiede lui. Rispondete, e la richiesta si costruisce da sola. Si chiama prompt refining: si migliora la richiesta parlandone con il modello, prima di chiedergli il risultato.
TOCCA A VOI · L'OFFICINA
Accendete i pezzi uno alla volta
Sul telefono trovate la stessa situazione. Accendete un pezzo, guardate cosa cambia nella risposta, poi il successivo.
Provate anche a spegnere «Cosa NON fare» con tutto il resto acceso. Guardate cosa compare.
Le risposte dell'officina sono preparate in anticipo, così funziona anche senza rete. Con uno strumento vero cambiano ogni volta, ma il meccanismo è lo stesso.
talk.giobi.com/artifact/officina
CONCETTO 1.3
Quello che non gli date, se lo inventa
Contiamo comunque di recuperare parte del ritardo nelle prossime settimane e di rientrare nei tempi previsti.
Nessuno l'ha detto. Il modello l'ha scritta perché nelle mail di ritardo, di solito, c'è. Suona professionale ed è un impegno.
Se la mandate così, quell'impegno l'avete preso voi, davanti al cliente.
CONCETTO 1.3
I limiti sono la parte che evita i danni
Il pezzo 5 è quello che si dimentica più spesso, ed è l'unico che vi protegge. Tre righe che vale la pena mettere quasi sempre:
AI slop!
1
«Se non lo sai, scrivi che non lo sai.»
Invece di riempire il vuoto con una frase plausibile.
2
«Non aggiungere date, cifre o impegni che non ti ho dato.»
È la riga che avrebbe tolto il recupero inventato.
3
«Segnami le parti in cui hai dovuto supporre.»
Così sapete dove guardare quando rileggete.
Funzionano su tutti i modelli, ma i grandi li seguono meglio dei piccoli. Riducono il problema, non lo eliminano: un modello non sa sempre con certezza cosa ha inventato.
CONCETTO 1.4
Una buona richiesta è lunga, e va bene così
Sono il project manager e scrivo al referente tecnico del cliente, che ci conosce da anni. Il rilascio previsto per il 12 slitta al 26 perché la migrazione dei dati ha trovato duemila record duplicati. La parte già consegnata funziona e resta utilizzabile. Massimo dieci righe, con la nuova data in evidenza. Tono diretto e senza giri di parole, ma non freddo. Non inventare motivazioni che non ti ho dato e non promettere recuperi che non ho confermato. Comincia così: «Ti aggiorno sul rilascio: la data si sposta, ti spiego perché e cosa cambia per voi.»
Sei frasi, per una mail che a mano si scrive in due minuti. Ci torniamo fra un attimo.
CONCETTO 1.4 · LA RISPOSTA
Rilascio: la data si sposta al 26
PM
Project managera referente tecnico del cliente
10:42
Ti aggiorno sul rilascio: la data si sposta, ti spiego perché e cosa cambia per voi.
Il rilascio previsto per il 12 slitta al 26: durante la migrazione abbiamo trovato duemila record duplicati e vanno risolti prima di andare in produzione. Quello che vi abbiamo già consegnato funziona e potete continuare a usarlo.
Se per voi è un problema, sentiamoci domani e vediamo come organizzarci.
Dice la data, dice il motivo, dice cosa resta utilizzabile, e non promette niente che non sia stato deciso. Si può mandare quasi com'è.
CONCETTO 1.4 · L'OBIEZIONE
«Chi me lo fa fare, per una mail da due minuti?»
1
Per una mail da due minuti, infatti, non serve.
Se la scrivete bene a mano, scrivetela a mano. La richiesta lunga serve quando il compito è difficile, delicato, o si ripete.
2
Metà della richiesta sono i fatti, e li dovevate scrivere comunque.
Quello che aggiungete davvero sono la forma, il registro e i limiti.
3
La richiesta è dove mettete il vostro giudizio.
Una mail scritta a mano la controllate mentre la scrivete, una generata no. Scrivere i fatti e i limiti è il controllo, fatto prima invece che dopo.
4
Capire la richiesta è capire come funziona il modello.
Chi sa cosa gli serve sa anche cosa gli manca, e quando non fidarsi.
5
Si scrive una volta, e si riusa.
La seconda mail di ritardo è la stessa richiesta con le date cambiate. Una richiesta impacchettata per essere riusata ha un nome: skill. E una skill può essere lunga pagine.
CONCETTO 1.4
E «sei un esperto di…»?
È l'inizio di richiesta più famoso. Serve, ma meno di quanto si pensi.
COSA FA
Sposta il vocabolario e il tono verso quello di un mestiere. «Sei un sistemista» porta risposte più tecniche e più asciutte.
COSA NON FA
Non aggiunge conoscenze. Il modello non sa di più perché gli avete detto che è un esperto: sa le stesse cose, dette con più sicurezza.
I fatti e i limiti contano più del ruolo. Se avete tempo per un solo pezzo, mettete i fatti.
CONCETTO 1.4 · I TRUCCHI FAMOSI
Altri trucchi, e cosa fanno davvero
UTILE UNA VOLTA
«Ragiona passo per passo»
Sui modelli di qualche anno fa migliorava molto i risultati. I modelli che ragionano lo fanno già da soli.
FUNZIONA
«Dammi tre versioni diverse»
Invece di correggere una risposta, ne scegliete una. Spesso la migliore è un misto.
FUNZIONA
«Trova i punti deboli di questa bozza»
Usate il modello come revisore del vostro lavoro. Le critiche vanno lette con giudizio, come quelle di chiunque.
LEGGENDA
«Ti do la mancia» · «È importantissimo»
Gli effetti misurati sono piccoli e poco affidabili. Meglio un fatto in più che un aggettivo in più.
TOCCA A VOI · UN ALTRO CASO
Il passaggio di consegne
Domani andate in ferie, e una pratica aperta passa al collega che vi sostituisce. I fatti sono questi:
1
Il fornitore B ha mandato una fattura sbagliata
1.200 euro invece dei 1.020 concordati.
2
Gli avete scritto martedì
Nessuna risposta.
3
La fattura scade venerdì
Non va pagata finché non arriva la nota di credito.
4
Il referente risponde solo al telefono, la mattina
Scrivete la richiesta all'IA per farvi preparare il passaggio di consegne. Usate i pezzi.
talk.giobi.com/s/21
0RISPOSTE
LE VOSTRE RISPOSTE
Le vostre richieste
Ne prendiamo una e la miglioriamo insieme, pezzo per pezzo.
Nessuna risposta ancora arrivata.
CAPITOLO 1 · IN QUATTRO RIGHE
Come si chiede
1.1
La risposta vale quanto la richiesta: quello che manca, il modello lo riempie con il caso medio.
1.2
Una richiesta è fatta di pezzi: chi siete e per chi, i fatti, la forma, il registro, i limiti, un esempio.
1.3
Quello che non gli date, se lo inventa. I limiti sono la parte che evita i danni.
1.4
Una buona richiesta è lunga, e va bene così: quando il compito è difficile o si ripete, vale il tempo che costa.
CAPITOLO 2
Quando il prompt non serve più
Quattro idee, e una dimostrazione dal vivo.
CONCETTO 2.1
Ogni volta, da capo
Ogni conversazione nuova parte vuota. Il modello non sa chi siete, chi è il cliente, come scrivete, cosa avete deciso la volta scorsa.
La richiesta lunga di prima andrebbe riscritta da zero a ogni mail. Ed è qui che il costo comincia a pesare davvero.
TOCCA A VOI · CONCETTO 2.1
Cosa spiegate ogni volta?
Pensate all'ultima volta che avete usato l'IA per lavoro. Cosa le avete dovuto spiegare che le spiegate sempre, uguale?
Chi siete, come scrivete, chi sono i clienti, cosa non deve fare. Una riga dal telefono.
talk.giobi.com/s/22
0RISPOSTE
LE VOSTRE RISPOSTE
Quello che riscrivete sempre
Tutto questo si può scrivere una volta sola. Vediamo dove.
Nessuna risposta ancora arrivata.
PROMEMORIA · DAL 7 OTTOBRE
L'IA completa testi
Sceglie la parola più plausibile dopo quello che ha davanti. Poi la successiva, e così via.
Rosso di sera, bel tempo si
[…] il rilascio slitta al 26 per duemila record duplicati […] Detto questo, scrivi la mail secondo le specifiche.
A ogni parola il modello sceglie la successiva in base a tutto quello che ha davanti. La mail è il completamento più plausibile di quello che c'è sopra.
CONCETTO 2.2 · COS'È IL CONTESTO
Quello che il modello ha davanti
Il contesto è tutto quello che viene messo davanti al modello perché ragioni. La vostra domanda ne è l'ultima riga.
Voi avete scritto «scrivi una mail come da istruzioni»: 8 token. Il modello, per rispondervi, ne ha letti più di ventimila.
I pesi sono di esempio, ma l'ordine di grandezza è questo. Gran parte di questi strati non la vedete.
Le istruzioni del fornitore≈ 3.000 tokenChi è il modello, cosa può fare, cosa non deve fare, che giorno è. Le scrive chi fa l'applicazione: ChatGPT, Claude, Gemini.
Le istruzioni dello strumento≈ 800 tokenSe il modello è dentro un altro programma, anche quello aggiunge le sue.
Memoria, istruzioni vostre, documenti≈ 5.000 tokenQuello che il sistema sa di voi, e i file del progetto.
La conversazione finora≈ 12.000 tokenTutta, o un riassunto quando diventa troppo lunga.
«scrivi una mail come da istruzioni»la vostra riga · 8 token
CONCETTO 2.2 · LO STRATO CHE NON VEDETE
I prompt di sistema si possono leggere
Sono lunghi pagine: chi è il modello, che giorno è, cosa non deve fare, come usare gli strumenti che ha.
ChatGPT, Gemini, Copilot e molti altri, ricostruiti e condivisi da chi li ha estratti.
sfogliateli dal telefono
CONCETTO 2.2 · DOVE STA IL CONTESTO
WESP: quattro memorie
Working
la chat: quello che dite adesso
Episodic
il diario: cosa è successo, e quando
Semantic
le conoscenze: chi sono i clienti, le persone, i progetti
Procedural
le skill: come si fanno le cose
poi agisce, con una skill
le fonti esterne
Una chat da sola ha solo la prima. Un sistema che vi conosce le ha tutte e quattro: sono le stesse che la psicologia descrive per le persone. Servono a una cosa sola: mettere nel contesto il pezzo giusto al momento giusto.
CONCETTO 2.2 · LA PAROLA
con·tè·sto s. m.
[dal lat. contextus, der. di contexĕre «intrecciare, tessere insieme»]
1. L'insieme delle parti di un testo o di un discorso che stanno intorno a una parola o a una frase, e ne determinano il significato.
2.estens. L'insieme delle circostanze in cui un fatto avviene, e da cui prende senso.
NELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Tutto il testo che viene inviato al modello per produrre una risposta. La vostra domanda compresa.
Alla lettera, quello che viene intrecciato insieme: istruzioni, memoria, conversazione, e la vostra riga.
CONCETTO 2.2 · QUANTO CONTESTO CI STA DENTRO
Finestre di contesto, ottobre 2026
Emma-5Egomnia
2K
Qwen 3.8pesi aperti, nativo
262K
Il Signore degli Anelli
560K
GLM-5.2Zhipu
1 milione
DeepSeek V4 Flash
1 milione
Mistral Large 4
1 milione
Claude Opus 5.5
1 milione
Gemini 4 Argon
1,05 milioni
GPT-5.6
1,05 milioni
Llama 4 Scoutpesi aperti
10 milioni dichiarati
Quanto testo il modello può tenere davanti in una volta sola, in token. Un anno fa quasi tutti stavano sotto i 300K; oggi quasi tutti dichiarano un milione. Il Signore degli Anelli ci sta due volte.
Finestre dichiarate dai fornitori. Dichiarata non vuol dire utilizzabile bene fino in fondo: oltre i 200-300K la qualità cala, e i fornitori fanno pagare di più. Ogni fornitore conta i token a modo suo, quindi il confronto è indicativo. Il romanzo è una stima: ~480.000 parole, ~1,17 token a parola.
CONCETTO 2.2
Più contesto non vuol dire meglio
Un cliente mi ha chiesto di caricare tutti i manuali di marketing che aveva. L'idea era che, con tutto quel materiale davanti, il sistema diventasse un esperto di marketing.
Il modello affogava. Ed era uno dei migliori in circolazione.
CONCETTO 2.2 · PERCHÉ AFFOGA
Troppo testo, poca attenzione
1
Le cose importanti si perdono in mezzo alle altre
Con un testo molto lungo davanti, il modello ritrova peggio quello che sta a metà. È misurato, e ha un nome: lost in the middle.
2
Più testo costa di più, e risponde più lento
Si paga e si aspetta per ogni parola che il modello deve leggere, a ogni domanda.
3
I documenti si contraddicono
Dieci manuali dicono dieci cose diverse. Il modello ne sceglie una, e non vi dice quale.
CONCETTO 2.2 · COSA FUNZIONA
Poco, e quello giusto
La domanda da farsi è la stessa che fareste per un collega appena arrivato:
Per fare questo lavoro, cosa dovrebbe leggere? E cosa invece lo confonderebbe?
I sistemi migliori fanno così da soli: invece di leggere tutto, vanno a prendere solo il pezzo che serve alla domanda.
Foto: Vincenzo De Simone / Unsplash
CONCETTO 2.3 · IL MEMORY SYSTEM
Le quattro memorie si possono dare in molti modi
Non esiste un modo solo. Ogni strumento sceglie dove tenere le memorie e come rimetterle nel contesto al momento giusto. Il memory system è questa scelta.
W
Working · la chat
la conversazione in corsoun riassunto, quando è lunga
E
Episodic · cosa è successo
memoria automatica delle chatun diario scritto giorno per giornole mail e i thread passati
S
Semantic · cosa sono le cose
istruzioni personalizzateprogetti con documentiun wiki: clienti, persone, progettiuna base documentale interrogabile
P
Procedural · come si fa
skill e GPT personalizzatiistruzioni dentro gli strumentiaccesso a posta, calendario, gestionale
Più il sistema ha memorie proprie, meno dovete riscrivere voi. La richiesta torna di una riga.
CONCETTO 2.3 · LA SKILL
Istruzioni impacchettate
Una skill è un pacchetto di istruzioni, esempi e documenti per fare una cosa precisa. Si scrive una volta, e il sistema la usa quando serve.
SKILL mail di ritardo al cliente
Quando si usaUn rilascio o una consegna slitta, e il cliente va avvisato.
Cosa chiede a voiLa data vecchia e quella nuova, il motivo, cosa resta utilizzabile.
Le regoleDieci righe al massimo. Mai promettere recuperi non confermati.
Un esempio«Ti aggiorno sul rilascio: la data si sposta, ti spiego perché.»
Sono i pezzi del capitolo 1, scritti una volta. Da lì in poi la richiesta è una riga, e la skill la può usare tutto l'ufficio.
CONCETTO 2.3 · LA SKILL
Ce l'hanno quasi tutti
Ognuno la chiama a modo suo, il meccanismo è lo stesso.
ClaudeSkills e Progetti
ChatGPTGPT personalizzati e Progetti
GeminiSkills, al posto delle Gem
CopilotAgenti
Ve lo faccio vedere.
CONCETTO 2.4
Un sistema che vi conosce fa da solo
Quando il contesto c'è già, basta una riga: il rilascio del cliente A slitta al 26
1
Sa chi è il cliente A
Chi è il referente, che rapporto avete, cosa gli avete già detto.
2
Sa come scrivete
Dalle mail che avete mandato, non da un aggettivo.
3
Sa cosa non deve fare
Le regole sono scritte una volta, e valgono sempre.
DAL VIVO · CONCETTO 2.4
Il Village
Lo strumento che stiamo sviluppando in azienda. Gli scrivo una riga sola, la stessa situazione di prima.
Guardate cosa sa già, e da dove lo prende.
CONCETTO 2.4 · LA PAROLA
Il Village è un harness
har·ness s. ingl.
[dall'antico francese harneis «equipaggiamento, armatura»]
1. Bardatura: l'insieme dei finimenti con cui un cavallo si attacca al carro e si guida.
2.estens. Imbracatura, cablaggio: ciò che tiene insieme le parti e le collega.
NELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Il software costruito intorno a un modello per farlo lavorare in un posto preciso: decide cosa mettergli davanti, cosa può fare, cosa deve ricordare.
La forza la mette il modello. Anche ChatGPT e Claude, come applicazioni, sono harness costruiti intorno ai loro modelli; il Village è costruito intorno al vostro lavoro.
CONCETTO 2.4 · COSA FA
Cosa fa un harness
Gestisce il contestoA ogni richiesta decide cosa mettere davanti al modello: poco e giusto, al posto vostro.
Workingla chat
Episodicil diario: cosa è successo
Semanticle conoscenze: clienti, persone, progetti
Procedural · le skillSa come si fanno le cose, anche fuori dalla chat:
leggere e scrivere la postail calendarioil gestionalei documentiil webi canali del team
CAPITOLO 2 · IN QUATTRO RIGHE
Da una richiesta lunga a una riga
2.1
Ogni conversazione parte vuota: quello che non è scritto da qualche parte va rispiegato ogni volta.
2.2
Il contesto è tutto quello che il modello ha davanti. Conta la qualità più della quantità: poco e giusto.
2.3
Il contesto può stare fermo: istruzioni, progetti, skill. Il sistema lo ricompone ogni volta, e la richiesta torna di una riga.
2.4
Un harness come il Village fa da solo quello che nel capitolo 1 abbiamo fatto a mano.
CAPITOLO 3
Il mestiere che cambia
Tre idee, e una domanda per voi.
CONCETTO 3.1
Il tempo risparmiato si sposta sul controllo
L'IA scrive in un minuto quello che a voi ne prendeva dieci. Il lavoro però resta: si sposta dallo scrivere al decidere se quello che è stato scritto va bene.
Rileggere bene richiede di sapere com'è fatta una buona risposta. Chi non sa scrivere quella mail non si accorge se è sbagliata.
CONCETTO 3.1 · NEL LAVORO DI TUTTI I GIORNI
Cosa cambia
PRIMAScrivere la mail
→
ADESSORileggerla e correggerla
PRIMACercare un'informazione
→
ADESSOVerificare quella che ha trovato
PRIMAFare da soli
→
ADESSODire bene cosa si vuole
Fatto bene, migliora anche i processi. Una procedura scritta come skill è messa nero su bianco e usata tutti i giorni: se è scritta male lo si vede subito, e si corregge una volta per tutti.
CONCETTO 3.2
Si verifica in proporzione al danno
Non tutto va controllato allo stesso modo. La domanda è: se è sbagliato, cosa succede?
DANNO BASSO
Una mail interna, un riassunto per voiUna rilettura veloce.
DANNO MEDIO
Un'offerta, una mail al clienteNumeri, date, nomi e impegni, uno per uno.
DANNO ALTO
Una configurazione, un contratto, dati personaliIl controllo completo, e un secondo paio d'occhi.
CONCETTO 3.2 · HUMAN IN THE LOOP
Sapere dove fermarsi
Se per verificare un dato ci mettete più che a cercarlo da soli, il conto non torna più: cercatelo voi.
L'IA conviene dove controllare è più rapido che fare. Dove non lo è, il tempo risparmiato era un'illusione.
HUMAN IN THE LOOP
La persona dentro il ciclo. Il punto in cui entrate voi si decide all'inizio del lavoro: prima di mandare, prima di applicare, prima di decidere.
Leonardo da Vinci, Uomo vitruviano · foto Luc Viatour, CC BY-SA, via Wikimedia Commons
TOCCA A VOI · HUMAN IN THE LOOP
Qual è il vostro human in the loop?
Quali sono le tre cose in cui, secondo voi, siete necessari come esseri umani nel processo?
Tre cose del vostro lavoro, dal telefono. In anonimo.
talk.giobi.com/s/23
0RISPOSTE
LE VOSTRE RISPOSTE
I vostri human in the loop
Ognuna di queste è uno human in the loop, già deciso.
Nessuna risposta ancora arrivata.
CONCETTO 3.3
Diventa più prezioso saper dire cosa si vuole
Una richiesta fatta bene è un buon brief. I pezzi del capitolo 1 servono identici quando delegate a una persona: chi siete, i fatti, la forma, i limiti, un esempio.
Chi impara a chiedere bene all'IA impara a chiedere bene anche ai colleghi.
CONCETTO 3.3 · QUELLO CHE RESTA VOSTRO
Il regolamento lo diceva già
«[L'IA] non sostituisce i processi aziendali né il giudizio professionale.»
Il giudizio
Decidere se una risposta va bene, e cosa farne.
La conoscenza del cliente
Quello che sapete delle persone e che nessun documento contiene.
La responsabilità
La mail parte col vostro nome, qualunque cosa l'abbia scritta.
CAPITOLO 3 · IN TRE RIGHE
Il mestiere che cambia
3.1
Il tempo risparmiato si sposta sul controllo: dallo scrivere al decidere se va bene.
3.2
Si verifica in proporzione al danno, e si sa dove fermarsi.
3.3
Diventa più prezioso saper dire cosa si vuole: alle macchine come alle persone.
OGGI, IN TUTTO
Quattro capitoli
0 · Regole aziendaliIl vademecum, e cosa vuol dire in pratica.
1 · Come si chiedeI modelli, e i pezzi di una buona richiesta.
2 · Quando il prompt non serve piùContesto, memorie, skill, l'harness.
3 · Il mestiere che cambiaControllare, fermarsi, saper chiedere.
PRIMA DELLA PROSSIMA VOLTA
Una cosa da provare
La prossima volta che dovete scrivere una mail vera, prima di chiederla all'IA chiedetele: fammi dieci domande su quello che ti serve sapere
Niente da consegnare. Ne parliamo la prossima volta, se vi va.
MERCOLEDÌ 21 OTTOBRE · MODULO 1.3
Etica: ambiente, mercati, e chi decide cosa leggiamo
«Stare attenta ad anonimizzare, quando sarebbe molto più comodo e utile non farlo.»
Una delle risposte anonime del 7 ottobre, alla domanda «cosa vi preoccupa di più». Non contesta la regola: ne dichiara il costo. È la frase più onesta che abbiamo raccolto.
UNA CONFESSIONE
Quella didascalia l'ha scritta l'IA
Queste slide le ho preparate lavorando con un assistente. La riga sotto la citazione è sua, e l'avevo lasciata passare.
Non contesta la regola: ne dichiara il costo.È la frase più onesta che abbiamo raccolto.
«NON X: Y»
Una struttura a effetto. Togliete la frase: il contenuto resta identico. Serve solo a suonare profonda.
«LA PIÙ ONESTA»
Un giudizio inventato. Nessuno ha misurato l'onestà delle risposte. Suona bene, ed è falso per costruzione.
Si chiama slop: testo che sembra pensato e non dice niente. Si riconosce e si toglie in revisione. Il regolamento la chiama «la revisione prevista», ed è esattamente questo.
TERZA PARTE
Adesso tocca a voi
Situazioni vere. Per ognuna una domanda sola: secondo quel regolamento, si può?
Telefono alla mano. Anonimo, come la volta scorsa.