EMISFERA · FORMAZIONE IA

Compliance e uso accettabile

Modulo 1.4 · Corso Foundation · 3 ore

Foto: Robert Ruggiero / Unsplash

Cosa vediamo oggi

  • Le regole scritte che ci riguardano davvero — poche, e in italiano
  • Cosa l'azienda registra dello strumento interno, e perché ve lo diciamo prima
  • La linea: cosa si può fare, cosa richiede cautela, cosa non si fa mai
  • Un laboratorio: portate un caso vero del vostro reparto e lo passiamo insieme

Nel modulo scorso: dove ci mettiamo la faccia. Oggi: dove passa il confine, per iscritto.

PRIMA PARTE

Le regole che ci riguardano

Foto: Alexandre Lallemand / Unsplash

Due leggi, non venti

Di normativa sull'IA se ne parla tantissimo. Per il vostro lavoro quotidiano contano due cose, e sono meno spaventose di come le raccontano.

  • Il GDPR — che conoscete già: vale anche quando i dati personali passano da uno strumento di IA
  • Il Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale (AI Act) — che classifica gli usi per rischio e chiede che chi usa questi strumenti sappia cosa sta usando

Nessuna delle due dice «non si può usare». Dicono a quali condizioni.

Il GDPR, ridotto all'osso

Tre principi che bastano a coprire il novanta per cento dei casi che incontrate:

  • Serve un motivo legittimo per trattare un dato personale. «Mi era comodo» non è un motivo
  • Il minimo indispensabile: si usa solo il dato che serve a quello scopo, non tutto il fascicolo
  • Si deve poter ricostruire chi ha fatto cosa, con quali dati. Per questo lo strumento tiene traccia

C'è poi una regola specifica sulle decisioni automatiche che incidono su una persona: non possono essere solo automatiche. Ci torniamo tra poco.

L'AI Act: cosa cambia per voi

Il regolamento europeo divide gli usi per livello di rischio: alcuni sono vietati, altri sono «ad alto rischio» e hanno obblighi pesanti, la gran parte è a rischio limitato.

  • L'uso che facciamo qui — scrivere, riassumere, cercare, farsi aiutare sul codice — sta nella fascia leggera
  • Si entra nell'alto rischio quando lo strumento incide su selezione, valutazione o gestione del personale
  • Il regolamento chiede inoltre che chi lavora con questi strumenti abbia una formazione adeguata

Quest'ultimo punto ha un effetto pratico immediato: questo corso è anche un adempimento, non solo un investimento.

Il punto che tocca il nostro lavoro

Se una decisione riguarda una persona — assumerla, valutarla, assegnarle un turno, negarle qualcosa — non può essere presa dallo strumento da solo.

  • Deve esserci una persona che decide e che può motivare la decisione
  • Non basta un timbro formale: chi decide deve poter discostarsi dal suggerimento
  • Vale anche quando lo strumento «ha solo fatto una scrematura»: la scrematura è già una decisione

È lo stesso principio visto nel modulo sull'etica, e qui è scritto in una legge.

SECONDA PARTE

Cosa registriamo di voi

E perché ve lo diciamo prima di chiedervi di firmare qualcosa

Trasparenza, non sorveglianza

Lo strumento interno tiene traccia di alcune cose. Non è un dettaglio tecnico da nascondere in fondo a un regolamento: se dobbiamo fidarci, dovete sapere prima cosa viene registrato.

  • Serve a proteggere l'azienda in caso di contestazione, e a proteggere voi
  • Serve a rispondere alla domanda «da dove viene questo risultato», che prima o poi arriva
  • Non serve a misurare quanto lavorate

Tre piani di controllo

PianoCosa guardaPerché
InfrastrutturaIl servizio è in piedi, gli accessi, i backup, gli aggiornamentiChe funzioni e che non entri chi non deve
DatiPer quanto tempo restano le conversazioni, che tipo di dati ci finiscono, dove stanno fisicamentePoter dimostrare come sono trattati i dati personali
UsoSegnalazioni automatiche su cose fuori policy (credenziali, dati sensibili), tentativi di aggirare i limitiAccorgersi di un problema prima che diventi un danno

Sul terzo piano la revisione umana è a campione e sulle segnalazioni, non una lettura sistematica di quello che scrivete.

Cosa vuol dire in pratica

  • Le conversazioni non restano per sempre: c'è un tempo di conservazione, ed è verificabile
  • Se incollate una credenziale, il sistema può segnalarlo: è una rete di protezione, non una trappola
  • Nessuno legge le vostre conversazioni per curiosità, e chi ha accesso agli strumenti di controllo è un elenco chiuso
  • I dati restano dentro l'infrastruttura aziendale: è il motivo per cui esiste lo strumento interno

Se qualcosa di tutto questo vi sembra sbagliato o sproporzionato, questo è il momento di dirlo.

TERZA PARTE

La linea

Foto: Jay Wennington / Unsplash

Si fa, senza pensarci troppo

  • Scrivere bozze, riassumere, tradurre documenti interni
  • Analizzare dati di cui l'azienda è titolare, per gli scopi per cui li ha raccolti
  • Farsi aiutare su codice, configurazioni, ricerca tecnica
  • Preparare comunicazioni, con revisione umana prima che escano

Questa è la stragrande maggioranza di quello che farete. Non serve chiedere il permesso ogni volta.

Si può, ma con cautela

  • Dati personali di terzi: solo se c'è un motivo documentato e solo il minimo necessario
  • Dati particolarmente delicati — salute, convinzioni, appartenenze: di regola no, salvo casi specifici concordati
  • Decisioni che riguardano una persona: sempre con una persona che decide davvero
  • Documenti di clienti: prima si guarda cosa dice il contratto

Zona grigia vuol dire: non decidete da soli. Un minuto per chiedere costa meno di una segnalazione al Garante.

Non si fa. Mai

  • Credenziali, chiavi, password — di nessuno, in nessun contesto
  • Esportazioni intere di archivi con dati personali
  • Tentare di aggirare i limiti dello strumento per fargli fare ciò che rifiuta
  • Contenuti illeciti, discriminatori o molesti
  • Portare dati aziendali su strumenti personali non autorizzati
  • Usare un output come unica base di una decisione legale o sul personale

L'ultima riga della lista è quella che nella pratica salta più spesso, ed è anche la più costosa.

Lo strumento personale

La regola che genera più discussioni: perché non posso usare il servizio pubblico che uso a casa, che magari è pure più bravo?

  • Perché quello che ci scrivete esce dal perimetro aziendale e non torna indietro
  • Perché in caso di contestazione l'azienda deve poter dimostrare dove sono finiti i dati, e lì non può
  • Perché il contratto con alcuni clienti lo vieta esplicitamente

Per uso personale fate quello che volete. Con roba di lavoro si usa quello aziendale, anche quando è meno comodo.

Provatelo voi

Sui portatili, quindici minuti: uno strumento in cui incollate un testo e vi mostra cosa non dovrebbe uscire dall'azienda, e da che parte della linea cade il caso.

  • Provate con un testo vostro — una mail, una nota, un pezzo di documentazione
  • Guardate cosa viene evidenziato e chiedetevi se eravate d'accordo prima di vederlo

Lo strumento resta online anche dopo il corso: quando avete un dubbio su un testo, passatelo di lì prima di incollarlo altrove.

Proviamolo insieme → talk.giobi.com/artifact/cosa-esce

Quando il dubbio resta

Nessuna lista copre tutti i casi. Quando siete nel mezzo e non sapete:

  • Chiedete prima: a chi coordina il vostro reparto, o a chi presidia lo strumento
  • Se è successo qualcosa che non doveva succedere, ditelo subito. Un errore segnalato in giornata si sistema; scoperto a mesi di distanza, no
  • Non esiste una sanzione per chi chiede. Esiste un problema serio per chi nasconde
LABORATORIO · 40 MINUTI

Il caso del vostro reparto

A gruppi: prendete un caso vero della vostra settimana in cui avreste usato o avete usato l'IA. Rispondete a tre domande: di chi sono i dati, da che parte della linea cade, cosa serve per portarlo dalla zona grigia a quella verde.

Ogni gruppo riporta un caso in plenaria. I casi che restano dubbi diventano la prima versione delle regole scritte.

Foto: Fortytwo / Unsplash

Cosa portiamo via da qui

Quello che uscirà dal laboratorio non resta negli appunti di qualcuno:

  • I casi discussi diventano esempi concreti nel documento di uso accettabile dell'azienda
  • Le regole si aggiornano quando cambia il lavoro: questa è la prima versione, non l'ultima
  • Chi trova un caso nuovo lo segnala, e la lista cresce

Una policy scritta da chi non fa il lavoro invecchia in tre mesi. Questa la state scrivendo voi.

Tre cose da portare a casa

  • La legge non vieta: pone condizioni. Le due che contano sono un motivo legittimo e il minimo indispensabile
  • Il controllo esiste, ve l'abbiamo detto prima e serve a ricostruire, non a sorvegliare
  • Tre livelli: la gran parte del lavoro è verde; nella zona grigia si chiede; il rosso è corto e non si negozia

Con questo modulo il corso Foundation è chiuso. Per chi coordina, per chi sviluppa e per i reparti amministrativo e networking ci sono i percorsi dedicati.

Il corso in quattro frasi

  • 1.1 — È una macchina che prevede la parola successiva. Non sa, non capisce, e a volte inventa
  • 1.2 — Serve a togliere attrito da cose che già fate. Il caso d'uso lo trovate voi
  • 1.3 — Il pregiudizio siamo noi riflessi. La firma resta vostra
  • 1.4 — La linea è scritta, la parte verde è larga, e la si aggiorna insieme

Materiali

Inquadra il codice, o vai a:

https://talk.giobi.com/events/2026-emisfera-ia/01/04/

QR code verso i materiali del modulo

Lì trovi queste slide, lo strumento di controllo dei testi e il documento di uso accettabile.