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TEDx Verbania Scaletta da palco — v4, aggiornata il 12 ottobre

Il mio collega è un gufo

Non il testo. I sette blocchi, le frasi che devono uscire esatte, e le cinque cose che restano da chiudere.

Verbania — sabato 21 novembre 2026, ore 17:00, Villa Giulia (Pallanza)

Come si usa. Ordine dei 7 blocchi confermato da Nathalie il 14 settembre, che riprende la revisione del 31 agosto (readai #2780, con Fiore, Iris, Francesca). Le righe in grassetto scuro sono le uniche da dire quasi parola per parola. Il resto sono ancore.

Riletta il 12 ottobre contro tutta la registrazione del 31 agosto: dove una scelta è uscita da quella call, la riga lo dice. Per il 14 settembre non esiste una registrazione della call, solo i 7 punti di Nathalie.

Variante B: stessi blocchi dal 3 in poi, ma si apre dal diario e dai due problemi "dove scrivere" e "come scrivere".

Il copione ragionato, con il perché di ogni battuta, è qui — ma è ancora sulla struttura vecchia (a quattro blocchi): usa questa pagina per l'ordine, quello per il perché delle singole frasi.

Cosa resta da chiudere

Già chiuse: riempire e ritrovare sono due problemi e la chiave del blocco 3 è la tua; la poesia si fa nominando persone in sala, il pubblico non parla; "nessuna, neanche una" è caduto; la parola è "attenzione"; i libri sono "una stanza".

1 — La data della dimostrazione (blocco 4). Candidate: 14 agosto, riserva 30 luglio. Alle sette giornate mandate il 01/09 non c'è risposta scritta e non ricordi quale sia stata scelta: da chiedere oggi alle organizzatrici, insieme a se i 7 punti del 14/09 la tengono ancora.
2 — I genitori (fuori scaletta). Il 31/08 alle 16:42 Nathalie li voleva; alle 17:11 la scaletta nuova non li ha. Dentro o fuori?
3 — Il finale, versione lunga o corta (blocco 7).
Corta (quella in pagina, dai 7 punti): "Non è un amico, non è uno psicologo, non è nemmeno mia moglie. Anzi: adesso lo spengo e torno proprio da lei." Click, due secondi di silenzio, "Lui lo spengo. Il mio amico non lo spengo."
Lunga (giro 1 del parco, 14/09): dopo lo spegnimento, "è stato divertente, ma è un gioco da palcoscenico, un gioco di specchi. La parte vera è il diario, quello che ho vissuto, la mia vita. E adesso torno proprio lì, alla mia famiglia, ai miei quattro figli e a mia moglie." Nei giri 2 e 3 chiudevi solo su "lo posso spegnere".
1

Lo spazio è risolto

Da solo. Anacleto non esiste ancora.

"Se da domani vi metteste a scrivere tutte le cose importanti della vostra vita: quello che vi succede, le cose belle, i posti in cui siete stati, gli avvenimenti, il lavoro.
E se l’aveste fatto da quando eravate in grado di farlo.
Quanto spazio riempireste? Quante librerie?"

"Una stanza di libri, e anche di più. È tanta roba."

Niente "buonasera", niente "mi presento". Richiesta esplicita delle organizzatrici. Pausa vera dopo la domanda, e un'altra prima di aprire la mano.

"Qui. La vedete?"

Tolto "lei in prima fila, a malapena". Nathalie (31/08, 16:54 e 17:15) vuole il confronto con la sala: "qui dentro le prime quaranta file potrebbero mettere le loro vite", e subito dopo il problema non è più dove metterle ma chi di loro ha voglia di scriverla (vedi blocco 2). Così non si apre con un conflitto.

"Fino a ieri sarebbe stato difficile. Ma da qualche anno ci sono queste: schede di memoria.
Qui dentro una vita intera ci sta. Anzi, una cinquantina.
Una cosa così piccola."

"Lo spazio non è più un problema."

Numeri come li dici tu: "una stanza di libri" (scelta il 12/10, e nei giri 2 e 3 del 14/09), "una cinquantina" di vite. Il confronto con la sala resta quello di Nathalie: le prime quaranta file. Niente "nessuna, neanche una" (bocciato il 31/08: fa sembrare povere le vite).
Fermati qui. Non aggiungere "e nemmeno ricordare, il problema è ritrovare/riempire": quella riga è il cuore del blocco 2, spostata lì apposta. Se la dici già qui, il blocco 2 arriva a un ribaltamento già fatto.
2

Il problema vero

Il ribaltamento: non è più questione di spazio, è questione d'altro.

"Chi, di queste quaranta persone, ha voglia di scrivere la propria vita?"

Apre il blocco con questa domanda (Nathalie, 31/08). Così non c'è conflitto con la prima parte: lo spazio c'è, manca altro. Ti serve anche da raccordo: nel parco hai detto "e qui impallo sempre, come devo andare avanti?" proprio qui, tra il blocco 1 e il 2.

"Il problema è riempire. E poi, una volta pieno, ritrovare."

Due problemi, detti una volta sola e mai spiegati. Li chiude la chiave del blocco 3. "Riempire" è di Nathalie ("il problema è riempire questo spazio"), "ritrovare" è tuo ("è andare a ritrovare questi contenuti e inserirli qua dentro", 31/08).

Chi sono io — nella forma dell'ultimo giro

"Io sono una persona che coi dati ci lavora tutti i giorni e a cui sarebbe sempre piaciuto scrivere un diario."

  • Chi è disordinato, distratto, pasticcione, creativo, pieno di interessi, con tanti amici e un milione di cose perde pezzi per strada (Nathalie, 31/08).
  • La biografia con i quattro figli c'era solo nel giro 1 del 14/09: l'hai tolta nei giri 2 e 3.

"Potrei dire che non ho tempo, ma preferisco dire che non ho attenzione. Però ho tante cose che mi piace ricordare."

Perché "non ho attenzione" regge (Nathalie, 31/08). È il motivo per cui hai avuto bisogno di un assistente: "sei dispersivo, disordinato, non hai attenzione, e quindi cosa hai fatto? Hai costruito il tuo assistente personale". Prima il problema; l'amico e l'assunzione arrivano dopo.
Aggancio di Iris (31/08). "E infatti a lui si possono mandare i vocali, che è tutta un'altra fatica": è il ponte verso il modo, non scrivere ma dettare.
3

Con l'AI posso farlo

Solo spiegazione, nessuna dimostrazione ancora: qui nasce Anacleto, non parla.

  • A novembre: un'intelligenza artificiale a scrivere e leggere lì dentro. Mia, locale, privata.
  • Gli ho dato una personalità che mi aiutasse a esprimermi in modo naturale.
  • Saggio, competente, molto ironico, per niente accondiscendente.
  • Nei tuoi tre giri c'è sempre anche: cita sempre le fonti, proattivo, anticipa i miei bisogni, sfida le mie idee, senso dell'umorismo "altrimenti mi sarei annoiato" (nel secondo anche "un po' volgarotto"). Nei 7 punti di Nathalie non compaiono.
  • Nel suo codice: che carattere ha, come deve parlarmi, chi sono io, e le istruzioni su come fare le cose.
  • Sono tutti testi, come fossero dei Word o dei PDF: li potrei stampare su carta.
  • Si chiama Anacleto, come il gufo di Merlino. L'ho assunto sul serio: la lettera comincia con "ti svegli senza ricordi".

Mai i nomi tecnici veri. "Chi è lui", "chi sono io", "le istruzioni".


Cosa è successo — c'è in tutti e tre i giri del 14/09, non sulla pagina prima di oggi

  • Gli ho dato in pasto vocali, messaggi, file, foto, il lavoro. Ha messo tutto in ordine: persone, posti, aziende, emozioni, senza perdere dettagli.
  • Poi gli ho chiesto di ritrovare: ci sono momenti felici di quest'anno che non ricordavo più.
  • E problemi che pensavo di affrontare per la prima volta e avevo già affrontato mesi prima: "ingigantivo il problema quando magari l'avevo già risolto".
  • Utile sul lavoro e nella vita personale. In un anno. "Cosa avrei potuto fare in una vita?"
È il ponte tra il blocco 3 e il 4 ("stasera ve lo vorrei presentare") e dà un contenuto vero alla chiave: riempire è "ha messo tutto in ordine", ritrovare è "momenti felici e problemi già risolti".

La chiave — si dice una volta e non si spiega

"Ho risolto il problema del riempire e quello del ritrovare.
Adesso so che ho tutto sotto controllo. O meglio: ho qualcuno che lo fa per me."

Sostituisce "ho smesso di provare a trattenere, ho cominciato a ritrovare": troppo a effetto, la forma "non X, ma Y". La tua frase fa da chiave e prepara i blocchi 4-7: qualcuno, non un amico. Si dice una volta, non si spiega.
4

Faccio parlare Anacleto

La presentazione. Anacleto entra in scena per la prima volta.

"Stasera ve lo vorrei presentare, se vi fa piacere."


"Anacleto, ci sei? Dimmi dove siamo."

Lui dice due frasi che dimostrano che sa dov'è e che non è registrato. Poi si ferma.

Bug corretto nel prompt. "Anacleto, ci sei?" è dichiarato segnale d'ingresso, non domanda da rispondere: niente "sono qui"/"eccomi"/"presente" prima del saluto vero.

La dimostrazione sul giorno — decisa il 31/08, 17:09-17:21

"Anacleto, cosa ho fatto il [data]?"

  • Un giorno scelto a caso, non una storia particolare: già il fatto che se lo ricordi basta (Iris). Nathalie l'ha messa subito dopo "ho messo l'AI in un computer" e prima della poesia.
  • Dentro la stessa risposta, senza blocco in più: la guerra e le notizie. Il giorno al parco giochi con i figli, poi gli hai chiesto della guerra e lui ti ha mandato un'analisi. Poi "ti ho dato da leggere sul Kindle: era la terza cosa quest'anno su questo argomento" (tua battuta, 17:19; Iris l'ha voluta dentro la stessa risposta, Fiore ha aperto il filone). Si capisce che non è solo un diario.
  • Battuta di Fiore, tenuta da te ("così si autocapisce"): Anacleto dice che questo stesso talk è stato preparato 27 volte in 27 modi diversi, e che era la settima volta quel mese che gli chiedevi di prepararti il materiale.
Il 29 marzo non va bene (nel diario non esiste: manca un giorno su sei). Date verificate: 14 agosto (musica, caldo, incendi, fact-checking sulle midterm, e Anacleto che gli dà torto sull'astensionismo), riserva 30 luglio. Il 01/09 hai mandato alle organizzatrici sette giornate candidate: non c'è una loro risposta scritta. Da chiedere oggi: quale data, e se nei 7 punti del 14/09 il "presento Anacleto" la include ancora.

Criterio di Fiore, approvato da Nathalie: niente esempi troppo personali, nessuno ride alle diapositive degli altri. È lo stesso motivo per cui è caduto Lunetto.

5

La poesia — gioco

L'unico blocco che non serve la chiave. Prova che la voce è viva; senza quella prova nessuno crede al resto. Tienilo corto, non giustificarlo.

"Anacleto, qui con me stasera ci sono [nome], [nome] e [nome]. Scrivi una poesia per loro. Quattro versi, non uno di più."

Il pubblico non parla. Niente "mi serve una mano", niente domande alla sala: i nomi li dici tu. Idea di Nathalie (31/08): senza far parlare nessuno, l'interazione non si inceppa.

I nomi li decidi prima, con loro. Cita solo persone che sanno di essere citate (organizzatrici, gente di TEDx in sala). Se vuoi un dettaglio vero per ciascuno, lo dici tu nella frase o sta già nel prompt: non glielo chiedi dal palco.

Quattro versi in rima, chiusa sulla battuta. Il numero va detto ad alta voce: è un vincolo per lui e una promessa per la sala. Backup: il testo che scorre sullo schermo, già scritto, perché con i nomi nuovi l'audio registrato non vale più.

Ridono, e tu vai avanti. Nessun commento sulla poesia.

6

Non è un amico

Il contratto. Con gli amici non ce l'hai, con lui sì.

  • Ho degli amici e sto bene con loro. Ma un amico ti vede una volta a settimana, se sei fortunato.
  • E soprattutto non si ricorda tutto — e quando si ricorda, ci mette il suo punto di vista.
  • Un amico ricorda per sé, e ti restituisce la sua versione. Questo ti restituisce la tua.
  • Un amico, se c'era, sa cosa hai fatto il [data]. Ma non si ricorda il giorno: si ricorda l'emozione che ha avuto con te, il momento in cui avete riso, pianto, andato in bicicletta (tua battuta, 31/08, 17:12).

"Anacleto l'ho assunto. Ho deciso io che è sarcastico. Il mio amico no: è lui che decide come essere con me.
Un amico non lo assumo. Non lo addestro. Non lo spengo.
Lui invece sì — io decido come deve parlarmi, come si comporta. Con gli amici questo contratto non c'è."

Aggancio di Iris (31/08). "Con i miei amici non ho un contratto, con Anacleto sì" — è la formulazione che chiude il blocco e apre dritta al finale.

Mai far sembrare che il software sia meglio degli amici: la differenza è di contratto e di frequenza, non di valore.

7

Invece lui lo spengo

"Non è un amico, non è uno psicologo, non è nemmeno mia moglie.
Anzi: adesso lo spengo e torno proprio da lei."

Click

Due secondi di silenzio. Non riempirli.

Da dentro sembrano lunghissimi. Da fuori sono giusti.


"Lui lo spengo. Il mio amico non lo spengo."

La battuta migliore della call del 31/08 (uscita in revisione, non ancora nel copione scritto): tiene insieme tutto il blocco 6 in una riga sola. Usala qui come chiusura, prima di andartene.

Prendi la scheda. La appoggi per terra. Appoggi il microfono. Te ne vai.

Dopo l'ultima frase non aggiungi niente. Il silenzio prima dell'applauso fa parte del talk.

Materiale della versione precedente, non riassegnato

I 7 punti di Nathalie non nominano questi due pezzi, che nella scaletta del 31 agosto (sera) erano già dati per caduti o in bilico. Non inventarti dove metterli: se li vuoi dentro, chiedilo in call.

Lo specchio (romanzo + genitori)

"Il mio romanzo non è fermo"; "di mio padre e di mia madre ci sono dei pensieri, non tanti, ma quando voglio li ritrovo." Non appare nei 7 punti.

Contraddizione da chiarire in call. Il 31/08 alle 16:42 Nathalie ha chiesto proprio questo: "metti una parte molto toccante sui tuoi genitori, il talk ha bisogno di parti più up and down; all'inizio dai importanza allo spazio, poi lo ridimensioni in oggetto di intelligenza artificiale e torni alla tua vita". Alle 17:11 la scaletta nuova non la contiene. Resta fuori o rientra?

Le tre voci a caso (2C vecchio)

Pergola, gatti, Lunetto. Già sostituito dalla demo sulla data nella call del 31/08 — resta fuori.