Come si usa. Ordine dei 7 blocchi confermato da Nathalie il 14 settembre, che riprende la revisione del 31 agosto (readai #2780, con Fiore, Iris, Francesca). Le righe in grassetto scuro sono le uniche da dire quasi parola per parola. Il resto sono ancore.
Riletta il 12 ottobre contro tutta la registrazione del 31 agosto: dove una scelta è uscita da quella call, la riga lo dice. Per il 14 settembre non esiste una registrazione della call, solo i 7 punti di Nathalie.
Variante B: stessi blocchi dal 3 in poi, ma si apre dal diario e dai due problemi "dove scrivere" e "come scrivere".
Il copione ragionato, con il perché di ogni battuta, è qui — ma è ancora sulla struttura vecchia (a quattro blocchi): usa questa pagina per l'ordine, quello per il perché delle singole frasi.
Cosa resta da chiudere
Già chiuse: riempire e ritrovare sono due problemi e la chiave del blocco 3 è la tua; la poesia si fa nominando persone in sala, il pubblico non parla; "nessuna, neanche una" è caduto; la parola è "attenzione"; i libri sono "una stanza".
Corta (quella in pagina, dai 7 punti): "Non è un amico, non è uno psicologo, non è nemmeno mia moglie. Anzi: adesso lo spengo e torno proprio da lei." Click, due secondi di silenzio, "Lui lo spengo. Il mio amico non lo spengo."
Lunga (giro 1 del parco, 14/09): dopo lo spegnimento, "è stato divertente, ma è un gioco da palcoscenico, un gioco di specchi. La parte vera è il diario, quello che ho vissuto, la mia vita. E adesso torno proprio lì, alla mia famiglia, ai miei quattro figli e a mia moglie." Nei giri 2 e 3 chiudevi solo su "lo posso spegnere".
Lo spazio è risolto
Da solo. Anacleto non esiste ancora.
"Se da domani vi metteste a scrivere tutte le cose importanti della vostra vita: quello che vi
succede, le cose belle, i posti in cui siete stati, gli avvenimenti, il lavoro.
E se l’aveste fatto da quando eravate in grado di farlo.
Quanto spazio riempireste? Quante librerie?"
"Una stanza di libri, e anche di più. È tanta roba."
"Qui. La vedete?"
"Fino a ieri sarebbe stato difficile. Ma da qualche anno ci sono queste: schede di memoria.
Qui dentro una vita intera ci sta. Anzi, una cinquantina.
Una cosa così piccola."
"Lo spazio non è più un problema."
Il problema vero
Il ribaltamento: non è più questione di spazio, è questione d'altro.
"Chi, di queste quaranta persone, ha voglia di scrivere la propria vita?"
"Il problema è riempire. E poi, una volta pieno, ritrovare."
Chi sono io — nella forma dell'ultimo giro
"Io sono una persona che coi dati ci lavora tutti i giorni e a cui sarebbe sempre piaciuto scrivere un diario."
- Chi è disordinato, distratto, pasticcione, creativo, pieno di interessi, con tanti amici e un milione di cose perde pezzi per strada (Nathalie, 31/08).
- La biografia con i quattro figli c'era solo nel giro 1 del 14/09: l'hai tolta nei giri 2 e 3.
"Potrei dire che non ho tempo, ma preferisco dire che non ho attenzione. Però ho tante cose che mi piace ricordare."
Con l'AI posso farlo
Solo spiegazione, nessuna dimostrazione ancora: qui nasce Anacleto, non parla.
- A novembre: un'intelligenza artificiale a scrivere e leggere lì dentro. Mia, locale, privata.
- Gli ho dato una personalità che mi aiutasse a esprimermi in modo naturale.
- Saggio, competente, molto ironico, per niente accondiscendente.
- Nei tuoi tre giri c'è sempre anche: cita sempre le fonti, proattivo, anticipa i miei bisogni, sfida le mie idee, senso dell'umorismo "altrimenti mi sarei annoiato" (nel secondo anche "un po' volgarotto"). Nei 7 punti di Nathalie non compaiono.
- Nel suo codice: che carattere ha, come deve parlarmi, chi sono io, e le istruzioni su come fare le cose.
- Sono tutti testi, come fossero dei Word o dei PDF: li potrei stampare su carta.
- Si chiama Anacleto, come il gufo di Merlino. L'ho assunto sul serio: la lettera comincia con "ti svegli senza ricordi".
Mai i nomi tecnici veri. "Chi è lui", "chi sono io", "le istruzioni".
Cosa è successo — c'è in tutti e tre i giri del 14/09, non sulla pagina prima di oggi
- Gli ho dato in pasto vocali, messaggi, file, foto, il lavoro. Ha messo tutto in ordine: persone, posti, aziende, emozioni, senza perdere dettagli.
- Poi gli ho chiesto di ritrovare: ci sono momenti felici di quest'anno che non ricordavo più.
- E problemi che pensavo di affrontare per la prima volta e avevo già affrontato mesi prima: "ingigantivo il problema quando magari l'avevo già risolto".
- Utile sul lavoro e nella vita personale. In un anno. "Cosa avrei potuto fare in una vita?"
La chiave — si dice una volta e non si spiega
"Ho risolto il problema del riempire e quello del ritrovare.
Adesso so che ho tutto sotto controllo. O meglio: ho qualcuno che lo fa per me."
Faccio parlare Anacleto
La presentazione. Anacleto entra in scena per la prima volta.
"Stasera ve lo vorrei presentare, se vi fa piacere."
"Anacleto, ci sei? Dimmi dove siamo."
Lui dice due frasi che dimostrano che sa dov'è e che non è registrato. Poi si ferma.
La dimostrazione sul giorno — decisa il 31/08, 17:09-17:21
"Anacleto, cosa ho fatto il [data]?"
- Un giorno scelto a caso, non una storia particolare: già il fatto che se lo ricordi basta (Iris). Nathalie l'ha messa subito dopo "ho messo l'AI in un computer" e prima della poesia.
- Dentro la stessa risposta, senza blocco in più: la guerra e le notizie. Il giorno al parco giochi con i figli, poi gli hai chiesto della guerra e lui ti ha mandato un'analisi. Poi "ti ho dato da leggere sul Kindle: era la terza cosa quest'anno su questo argomento" (tua battuta, 17:19; Iris l'ha voluta dentro la stessa risposta, Fiore ha aperto il filone). Si capisce che non è solo un diario.
- Battuta di Fiore, tenuta da te ("così si autocapisce"): Anacleto dice che questo stesso talk è stato preparato 27 volte in 27 modi diversi, e che era la settima volta quel mese che gli chiedevi di prepararti il materiale.
Criterio di Fiore, approvato da Nathalie: niente esempi troppo personali, nessuno ride alle diapositive degli altri. È lo stesso motivo per cui è caduto Lunetto.
La poesia — gioco
"Anacleto, qui con me stasera ci sono [nome], [nome] e [nome]. Scrivi una poesia per loro. Quattro versi, non uno di più."
Il pubblico non parla. Niente "mi serve una mano", niente domande alla sala: i nomi li dici tu. Idea di Nathalie (31/08): senza far parlare nessuno, l'interazione non si inceppa.
I nomi li decidi prima, con loro. Cita solo persone che sanno di essere citate (organizzatrici, gente di TEDx in sala). Se vuoi un dettaglio vero per ciascuno, lo dici tu nella frase o sta già nel prompt: non glielo chiedi dal palco.
Quattro versi in rima, chiusa sulla battuta. Il numero va detto ad alta voce: è un vincolo per lui e una promessa per la sala. Backup: il testo che scorre sullo schermo, già scritto, perché con i nomi nuovi l'audio registrato non vale più.
Ridono, e tu vai avanti. Nessun commento sulla poesia.
Non è un amico
Il contratto. Con gli amici non ce l'hai, con lui sì.
- Ho degli amici e sto bene con loro. Ma un amico ti vede una volta a settimana, se sei fortunato.
- E soprattutto non si ricorda tutto — e quando si ricorda, ci mette il suo punto di vista.
- Un amico ricorda per sé, e ti restituisce la sua versione. Questo ti restituisce la tua.
- Un amico, se c'era, sa cosa hai fatto il [data]. Ma non si ricorda il giorno: si ricorda l'emozione che ha avuto con te, il momento in cui avete riso, pianto, andato in bicicletta (tua battuta, 31/08, 17:12).
"Anacleto l'ho assunto. Ho deciso io che è sarcastico. Il mio amico no: è lui che decide come essere con me.
Un amico non lo assumo. Non lo addestro. Non lo spengo.
Lui invece sì — io decido come deve parlarmi, come si comporta. Con gli amici questo contratto non c'è."
Mai far sembrare che il software sia meglio degli amici: la differenza è di contratto e di frequenza, non di valore.
Invece lui lo spengo
"Non è un amico, non è uno psicologo, non è nemmeno mia moglie.
Anzi: adesso lo spengo e torno proprio da lei."
Click
Due secondi di silenzio. Non riempirli.
Da dentro sembrano lunghissimi. Da fuori sono giusti.
"Lui lo spengo. Il mio amico non lo spengo."
Prendi la scheda. La appoggi per terra. Appoggi il microfono. Te ne vai.
Dopo l'ultima frase non aggiungi niente. Il silenzio prima dell'applauso fa parte del talk.
Materiale della versione precedente, non riassegnato
I 7 punti di Nathalie non nominano questi due pezzi, che nella scaletta del 31 agosto (sera) erano già dati per caduti o in bilico. Non inventarti dove metterli: se li vuoi dentro, chiedilo in call.
Lo specchio (romanzo + genitori)
"Il mio romanzo non è fermo"; "di mio padre e di mia madre ci sono dei pensieri, non tanti, ma quando voglio li ritrovo." Non appare nei 7 punti.
Contraddizione da chiarire in call. Il 31/08 alle 16:42 Nathalie ha chiesto proprio questo: "metti una parte molto toccante sui tuoi genitori, il talk ha bisogno di parti più up and down; all'inizio dai importanza allo spazio, poi lo ridimensioni in oggetto di intelligenza artificiale e torni alla tua vita". Alle 17:11 la scaletta nuova non la contiene. Resta fuori o rientra?
Le tre voci a caso (2C vecchio)
Pergola, gatti, Lunetto. Già sostituito dalla demo sulla data nella call del 31/08 — resta fuori.
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